Cosa succede a scuola: Occupazioni e commemorazioni

di Valerio Fiormonte

News - Scuola

Sono ricominciate lunedì mattina le occupazioni nelle scuole di Milano: dopo la fine delle proteste degli studenti nei licei Berchet e Brera, in settimana ad essere occupato è stato il liceo scientifico Einstein, nel quartiere Calvairate. Il tutto è cominciato con un picchetto fuori dall’edificio scolastico, seguito da uno sciopero della presenza: successivamente, gli studenti sono entrati nel cortile della scuola indicendo un’assemblea straordinaria.


Le motivazioni delle occupazioni ricalcano quelle delle proteste avviate negli altri licei: principalmente sono tutte legate alla Didattica a Distanza (DAD).
Il rappresentante degli studenti, Luca Zung, ha detto ai giornalisti che “gli ultimi due anni di dad hanno fatto emergere i molteplici problemi che affossano il nostro sistema scolastico da decenni: il disagio umano, didattico e psicologico nel quale noi studenti siamo costretti a vivere non è più tollerabile e se ci troviamo qui oggi è per far sentire la nostra voce. Il nostro gesto non è mirato alla sola critica di un sistema danneggiato, ma ad elaborare delle proposte concrete. Finiremo questo momento con la stesura di un manifesto contenente tutte le nostre proposte presentando così la base per una riforma necessaria, e invitiamo i docenti ad unirsi a noi per ricostruire questo sistema”.

Il disagio emotivo tra i ragazzi, che vivono a causa della DAD una limitazione delle interazioni con i propri coetanei, è un tema che sembra sottovalutato dall’inizio della pandemia.
Un’altra rappresentante degli studenti, Sara Farinella, ha raccontato ai giornalisti che quasi la metà degli studenti ha attacchi di panico e breakdown emotivi frequenti a causa di questa situazione; non solo, ma ben 9 studenti su 10 si sentono demotivati ed ignorati, mentre 6 su 10 sono convinti che il sistema scolastico non stia facendo nulla per alleviare questa situazione.
Dicono così ai microfoni: “Vogliamo una scuola che ci comprenda, una scuola che permetta di vivere la nostra vita in tutti i suoi aspetti e che possa essere vissuta serenamente senza ansie”.
Il disagio psicologico si ripercuote poi, com’è normale che sia, anche sulle performance scolastiche: 8 studenti su 10 non sono in grado di affrontare le interrogazioni, a prescindere dalla modalità, senza provare attacchi di ansia particolarmente forti.

Gli studenti commemorano le vittime di mafia

Nella giornata di lunedì 21 Marzo, in tutta Italia ci sono state iniziative studentesche per commemorare le vittime di mafia.
Tra le manifestazioni pacifiche più rilevanti della giornata c’è sicuramente quella avvenuta alle 11 di mattina al confine tra Italia e Francia, più precisamente a Ventimiglia.
Qui, studenti italiani e francesi si sono incontrati sul ponte San Ludovico, dove insieme hanno ricordato tutte le vittime di mafia innocenti: ogni partecipante ha portato con sé un cartellone con sopra scritto il nome di una vittima.
Tutti i nomi sono stati prima elencati ad alta voce al megafono e poi scritti con dei gessetti colorati sulla strada.
Le associazioni organizzatrici dell’iniziativa sono state Libera Hyso Telharaj e Rita Atria, in collaborazione con l’associazione studentesca Comprendere la mafia; hanno partecipato inoltre UNICEF, l’Union de la Gauche et des Ecologiste, la Feminist Union, EnvironMenton e Alwanat.