Cosa succede a scuola: maturità e istituti gender free

di Valerio Fiormonte

News - Scuola

Mancano circa tre mesi alla maturità 2022 ed ancora non è ben chiaro a nessuno come verranno effettivamente svolte le prove finali.

Negli ultimi due anni la famosa prova di maturità è stata messa in secondo piano a causa della pandemia ed è stata svolta in maniera unica e diversa rispetto al solito: solamente un lungo colloquio orale con un’introduzione tramite la classica tesina collegata alle materie caratterizzanti dell’indirizzo.

Stavolta, finalmente, si potrebbe tornare alla maturità nella sua versione più tradizionale: prove scritte e prove orali.

La soluzione che si sta decidendo di adottare queste settimane e che però non sarà definitiva ancora per un po’ prevede lo svolgimento della maturità tramite due prove scritte e una prova orale.

Le prove scritte saranno una di italiano (il famoso tema con le varie tracce tra cui poter scegliere) ed una relativa al percorso di studio superiore intrapreso; il colloquio orale invece riprenderà la sua durata ed il suo svolgimento tradizionale.

A cambiare sarà anche il punteggio da assegnare: le maturità 2020 e 2021 hanno visto un punteggio sbilanciato in favore dei cinque anni di studi (60%), mentre il restante consisteva nella prova orale (40%).

Stavolta, l’ago della bilancia doveva pendere nuovamente sulla prova finale: 40 punti si baseranno sul rendimento degli ultimi tre anni di scuola, 60 punti sulla somma delle tre prove (ognuna quindi con un massimo di 20 punti ottenibili).

Date le numerose proteste da parte del mondo studentesco, questa disposizione non è ancora definitiva, anzi: potrebbe ancora darsi che il sistema di punteggio verrà strutturato con un peso di 50 e 50 (per le prove, 15 punti massimo ad ogni scritto e 20 all’orale).

Tutto è ancora da vedere: allo stato attuale le prime bozze volute dal Ministro dell’Istruzione Bianchi sono state approvate in Senato, ma non è detto che la maturità sarà svolta in questa maniera.

Bagni neutri e carriera alias nelle scuole di Milano

Cresce sempre di più l’importanza del gender free tra le generazioni più giovani.

Il rispettare la scelta di non identificarsi in un genere è una battaglia ideologica che con sempre maggiore convinzione viene portata avanti dagli studenti, al punto che a Milano ben tre scuole hanno deciso di diventare gender free.

Come?

Al fine di tutelare l’inclusione degli studenti e non far sentire nessuno diverso sono state lanciate alcune iniziative, come ad esempio i bagni neutri.

All’istituto alberghiero e liceo artistico Olmo Frisi, infatti, già durante l’occupazione dell’edificio da parte degli studenti erano state tolte le insegne che distinguevano i bagni dei ragazzi da quelli delle ragazze.

L’idea è stata accolta positivamente dal dirigente scolastico, Luca Azzollini, che ha dichiarato che “Il Frisi è un istituto inclusivo e abbiamo accolto la richiesta di due ragazzi. Tutto è avvenuto con tranquillità, sebbene il tema sia complesso”.

Oltre ai bagni, un’altra iniziativa portata avanti all’istituto Boccioni è quello della carriera alias, ossia la scrittura nei registri di classe non del nome anagrafico dello studente, ma del nome che vuole inserire lui.

Il preside, Domenico Balbi, ha detto “Abbiamo quattro studenti che si fanno già chiamare in modo diverso e uno ha fatto richiesta dell’alias sul registro. Per i ragazzi questo tema è molto sentito e se l’alias serve a farli sentire bene, ben venga”.