Segnali dal futuro

di Michele R. Serra

Recensioni
Segnali dal futuro

Questo particolare genere cinematografico (che comprende tutte le storie in cui ogni dieci minuti si rischia la fine del mondo) ha un sacco di fan, oggi alla disperata ricerca di una pellicola che li soddisfi. Peccato che da un bel pezzo a questa parte non se ne veda una decente. E allora, sarà Segnali dal futuro a risollevare le sorti della categoria? Sarà Segnali dal futuro che ridarà il sorriso a chi ama il cinema apocalittico? Purtroppo, no.

L’inizio non è neanche male. La storia ruota intorno a una bambina un po’ strana – fate conto un incrocio tra quella di The Ring e Mercoledì della Famiglia Addams – che, negli anni Cinquanta, lascia ai posteri una misteriosa profezia in forma di foglio fitto fitto di numeri. Numeri che anticipano tutte le sciagure che colpiranno l’umanità di lì in avanti. Mezzo secolo dopo, il foglio finisce per caso nelle mani del protagonista del film Nicolas Cage, che riesce a interpretarlo perché lui è nientemeno che un professore del prestigiosissimo MIT di Boston. E già qua sento gente che mormora: “come, Nicolas Cage che fa il professore di università?” Ecco, in effetti, lui non è proprio credibilissimo in questo ruolo, ma insomma questo non è certo un gran difetto. Nel film ce ne sono molti altri ben peggiori.

In effetti, Segnali dal futuro ha un andamento anticlimatico, cioè inizia bene… e piano piano scivola verso il baratro. La prima mezz’ora riesce a creare la giusta tensione, poi il film si sfarina: la sceneggiatura inizia a mostrare la corda, e non mancano momenti di umorismo per niente voluto. Aggiungete pure la qualità altalenante degli effetti speciali – a volte splendidi e credibilissimi, altri imbarazzanti – e capirete perché questa pellicola non riesce a entusiasmare. Temiamo che il regista Alex Proyas resterà noto come quello del Corvo, sfortunato film sul cui set morì il protagonista Brandon Lee figlio di Bruce, in un assurdo incidente di scena.
La ricerca di un bel disaster movie hollywoodiano vecchio stile sarà ancora lunga. Per i fan del genere, Segnali dal futuro può essere giusto un buon palliativo, a patto di entrare in sala ben disposti.