Self Esteem ha un sacco di autostima, e fa bene

di Redazione Smemoranda

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Serve ancora a qualcosa, la musica pop?

Una volta con il pop si poteva fare tutto, non solo i soldi (che comunque, ai cantanti e ai discografici, schifo non fanno). Con il pop si poteva fare politica, analisi sociale, satira. Mica solo sole cuore amore. Oggi, tutte quelle cose lì, ci sono già altri generi musicali che le fanno, e il pop non è più interessante. Almeno, così si dice in giro. Poi ti capitano in mano dischi come questo Prioritise Pleasure, e capisci che la muscia pop serve ancora, eccome. E può essere anche strabella.

Self Esteem, Prioritise Pleasure: nomi azzeccati

Dunque. Self Esteem ha fatto questo disco che si chiama “Dai priorità al piacere”, e lei stessa ha deciso di chiamarsi “Autostima”, che come nome per una cantante è stranissimo, e ironico, e francamente perfetto per i tempi. Perché poi le canzoni parlano esattamente di conquista dell’autostima, da parte di una donna a cui la vita e le persone hanno un po’ messo i piedi in testa, e che adesso ha deciso di dire basta.

Intendiamoci, detta così sembra una cosa noiosa: uno di quei poster motivazionali che ti dicono “prendi in mano il tuo destino, segui i tuoi sogni”, roba così. Ma non è questo il caso. Self Esteem fa semplicemente musica pop che spacca. Che poi sia anche perfetta per i tempi è importante, ma arriva dopo.

Self Esteem dice che vuole usare la musica pop come cavallo di Troia per far arrivare il suo messaggio di liberazione e di empowerment femminile, lei che è già una donna di 35 anni, che è stata per un decennio parte di un duo dove la tenevano relegata in secondo piano, e adesso invece lei è destinata a diventare una star, mentre di quella band, gli Slow Club, già non si ricorda più nessuno (sfido qualcuno a dire il contrario).

Dentro questo Prioritise Pleasure c’è Taylor Swift, Billie Eilish, Kanye West. Ma non è importante. L’importante è che è il disco pop più bello che vi capiterà di ascoltare nel 2021.