Settembre col male e il bene che ti voglio.

di Redazione Smemoranda

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Provo odio e amore per il mese di settembre.
odio settembre perchè.
-è finita l’estate.
-la città si riempie.
-non mi ricordo dove ho messo la nuova agenda. (La Uni, quella che inizia a settembre)
-non mi ricordo dove ho messo la lista dei buoni propositi.
-non mi ricordo dove ho messo le giacche autunnali
-non mi ricordo dove mi sono messa io.
-ricomincia la scuola. E mi ricordo ancora, a distanza di anni, che cosa si prova. Le scale per salire in classe. La prof che apre il libro. I pensieri che sono rimasti altrove. L’ansia di essere interrogati. I passi lenti verso la lavagna. La paura di non riuscire a fare niente. Di non essere mancata a nessuno. Mi ricordo ancora di essere stata alunna e non sono ancora sicura di essere diventata adulta.
-le giornate che cominciano a diventare piccole.
-tutti che corrono. Tu che resti indietro.
-la domanda: che hai fatto di bello? E più ripeti la risposta e più ti accorgi che a nessuno importa veramente. Che la domanda è solo di circostanza, è una partenza naturale per ricominciare a parlare. Che poi i posti sono sempre quelli. Mai nessuno che ti dica: sono stato in Ruanda. Puglia. Vanno tutti in Puglia. E quelli che non ci sono andati sono stati in un villaggio in Kenia, ma non sono mai usciti dal villaggio, quindi è come se fossero stati in Puglia. Poi ci sono quelli che vanno in America. E fanno tutti lo stesso giro. Mai nessuno che ti dica: sono stato a Seattle. Qualcuno ha mai visto Seattle? Si, io, ma poi sono tornata subito in Puglia.
-le foto delle vacanze che alcuni ci tengono tanto a farti vedere: guarda ti faccio vedere. Sono solo 140 foto di un tramonto più altre 70 del mare, più 20 delle casa, più altre 7 della valigia, più 18 dei tuffi, più 15 dei piedi di una signora. Tutte naturalmente scattate in Puglia.
-le notizie estive. Come abbronzarsi, come dimagrire, come farsi uno, come evitare gli squali e tutto in sole tre mosse.
-infine lo odio perchè sono certa di avere detto a qualcuno: “non vedo l’ora che sia settembre per rivederti” ma non riesco a ricordarmi chi era.
amo settembre perchè.
-è finita l’estate.
-la città si riempie.
-ricomincia tutto.
-ricomincia la scuola. E mi ricordo ancora che cosa si prova. Le scale per salire in classe. La prof nuova che non ti guarda male perchè non ti conosce. I pensieri che sono rimasti altrove. La ricreazione per rivedere la bellissima Sara della 5b. Chissà se si è messa con qualcuno. Chissà se la nuova prof si incazza per il mio piccolo ritardo, in fondo è il primo giorno di scuola, perchè mai dovrebbe incazzarsi. Si, invece, si incazza e già mi guarda male.  Ma Sara quando mi ha visto mi ha abbracciato così forte che ancora non riesco a respirare. Non si è dimenticata di me.
-la mostra del cinema di Venezia. La laguna. Di sera.
-la sensazione che ricominciare significhi anche cambiare, migliorare, rifarsi una vita, dimenticare, cestinare il passato, e ripartire. Novità. Buone Nuove. Nuove strade. Nuove idee. Nuova vita. Nuove mani. Forse.
-qualcuno che ti dice: mi sono innamorato e sono corrisposto. L’ho conosciuta in vacanza. E dove? In Puglia. Naturalmente.
-l’amico abbronzato che si sta “sbronzando” sembra un serpente, sembra brutto.
-la domanda “che hai fatto di bello?” e più la fai e più ti accorgi che sei l’unico a non essere stato in Puglia.
-la lista dei buoni propositi da scrivere. Da settembre non fumo più, non sclero più, non piango più, leggo un libro a settimana, vado sui social solo un’ora al giorno, chiamo solo chi mi pare, vivo meglio. Mi faccio il personal trainer. Mi faccio bionda. Mi faccio  un tatuaggio. Mi faccio cancellare il tatuaggio. Butto la lista dei buoni propositi.
-la notizie di settembre. Come si dimentica un amore estivo. Come si affronta lo stress da rientro. Come si cambia vita. Come si raggiunge la Puglia anche in autunno.Tutto in tre mosse che non farai mai.
-la nuova agenda, profumata e con le pagine tutte da riempire. Che userai i primi giorni con molta educazione e poi piano piano andrai a consumare con disordine e malumore.
-le giacche autunnali che siccome non ci sono più le mezze stagioni sono quelle invernali che hai fatto lavare e adesso sanno di buono.
-la sagra del mio quartiere. Patatine fritte, i calci in culo e costine.
-infine lo amo perchè sono certa di avere detto a qualcuno: “non vedo l’ora che sia settembre per rivederti” e domani succederà.