Shang-Chi e la leggenda della fase 4 Marvel

di Redazione Smemoranda

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Shang-Chi e la leggenda della fase 4 Marvel

Ma scusate, quando comincia questa quarta fase del Marvel Cinematic Universe? Perché doveva cominciare con Black Widow, ma alla fine non è che ci fosse poi molto, dentro quel film. E allora, comincia forse con questo Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli? Hmmm, sì e no. Nel senso che succedono tante cose enormi, qui: draghi che combattono con mostri, poteri magici, raggi energetici. Ma di storie davvero cosmiche, di cattivi imbattibili, insomma di idee su cosa ci riserva il futuro, io ho visto quasi niente. Boh, allora la vaolta buona sarà The Eternals (che tanto esce tra due mesi). Se non comincia qualcosa neanche in quello, iniziamo a preoccuparci. Intanto però godiamoci Shang-Chi.

Siccome Shang-Chi non è l’Uomo Ragno (diciamolo: neanche i fan dei fumetti sanno bene chi sia, perché è un personaggio abbastanza secondario), forse è il caso di fare un piccolo riassunto. Che poi è esattamente quello che fa il film, che è a tutti gli effetti una origin story, com’è giusto che sia. Se non le fa la Marvel, le storie delle origini dei supereroi, chi le fa?

La trama di Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli

Quanti ne conosciamo di figli di papà che fanno carriera senza nessun merito apparente? Ce li abbiamo intorno, tutti i giorni, lo sappiamo, inutile lamentarsi, il mondo è così. Ma nel caso di Shang Chi, bè, lui è uno che ha capito che la sua famiglia la doveva mollare, anche se significa andare a fare un lavoro umile (parcheggiare le macchine dei ricchi) e cavarsela da solo. Ma del resto, se tuo padre è tipo immortale e comanda un esercito di ninja e tua madre è una super artista marziale magica nonché madre-dei-draghi (o qualcosa del genere), si capisce che può essere meglio scegliere una vita meno speciale, ma anche meno stressante. Peccato che questo sia il classico caso in cui non puoi sfuggire al tuo destino, eccetera eccetera.

Shang-Chi = Asian Panther?

Dunque, questo è il primo film Marvel con un eroe di origine asiatica, e quindi aspira in qualche modo a seguire le orme di Black Panther, a rendere l’universo Marvel più vario dal punto di vista etnico e insomma le solite cose. Per fortuna però il film non conta solo su questa missione, ma riesce a mettere insieme lo stile dei film di arti marziali orientali – anche se in versione super occidentalizzata, ovvio – con quello della Marvel. Lo fa bene, con attori bravi, un sacco di ironia e almeno una scena d’azione che vale il prezzo del biglietto (altre un po’ meno, ma vabbè). Poi è ovvio che se avete in testa una vocina che vi dice “Dopo 25 film Marvel mi sembra di iniziare a essere un po’ stanco di supereroi“, non sarà Shang-Chi a silenziarla completamente. Ma quello è il problema che la Marvel dovrà affrontare da qui ai prossimi anni, e certo non poteva essere risolto da Shang-Chi e dai suoi anelli.
Che peraltro, come già molti hanno fatto notare: alla fine, sono dei bracciali. Ma su questo spinoso argomento ha già scritto tutto il meraviglioso sito wikiofnerds.