Shigeru Miyamoto, il papà di Super Mario

di Michele R. Serra

Rivoluzionari - Storie di Smemo
Shigeru Miyamoto, il papà di Super Mario

Nel 1990, negli Stati Uniti, una società che si occupava di ricerche di mercato chiese a un campione di ragazzini quale fosse il personaggio più conosciuto tra un mazzo di icone della cultura pop. E tutti noi siamo portati a pensare che il più amati dai bambini fosse un certo topo dalle grandi orecchie. Invece è venuto fuori che era un idraulico dai grandi baffi. Già.

Super Mario è uno dei pochi personaggi usciti dal mondo dei videogame che sia stato capace di trascendere la sua realtà digitale e di diventare un pezzo di cultura condiviso e riconoscibile da tutti. Mario è la Nintendo, e Nintendo ha rappresentato una delle più grandi rivoluzioni della storia del videogame (che se pensate ancora sia solo una piccola nicchia del moderno settore del cosiddetto entertainment, bè vi sbagliate di grosso). E questa rivoluzione è stata opera di un solo uomo che ha visto il futuro dei giochi elettronici. Cioè, non proprio solo solo lui. Ma quasi.

Shigeru Miyamoto è nato in provincia di Kyoto nei primi anni Cinquanta. Il secondo dopoguerra era un momento difficile per il Giappone, e il piccolo Shigeru non aveva giocattoli veri e propri. Così, appena ne ha avuto la capacità, ha iniziato a costruirseli da solo. Costruiva pupazzi, e li animava su sfondi colorati ideati da lui, mettendo in scena spettacoli per tutta la famiglia. La leggenda vuole che un giorno, quando aveva circa dieci anni, Miyamoto stesse giocando nei boschi vicino a casa, quando vide un buco nel terreno. Prese un lumino e scese dentro il buco, per scoprire una caverna. Poi un passaggio che conduceva ad altre caverne. Come tubi che conducevano da un mondo all’altro…

Questa è una di quelle storie mooolto probabilmente false, che però servono a cementare un mito. Perché Miyamoto è stato il primo a inventare mondi fantastici nei videogiochi, a dare loro una dimensione narrativa. Quei mondi che aveva immaginato nascosti dentro le caverne da bambino, sono diventati vivi sullo schermo. C’è super Mario, certo, ma ci sono anche Donkey Kong e Zelda. Chi disegna videogame oggi è cresciuto con quei videogame, quelli di Miyamoto. Lui invece ha creato questi capolavori dal nulla, perché prima di Donkey Kong c’erano solo i legnetti con cui da bambino costruiva le sue marionette.

Shigeru Miyamoto, l’uomo che ha dato forma al futuro dei videogame nei primi anni Ottanta, non era neppure un programmatore. Aveva studiato all’artistico, e poi aveva preso un diploma in disegno industriale. Però aveva un’idea: i videogame potevano raccontare una storia, per quanto semplice fosse. Certo, i magici mondi di funghetti colorati che ha disegnato, forse hanno giocato un ruolo nel successo di quei giochi…

 

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