Skrillex & Diplo Present Jack Ü

di Michele R. Serra

Recensioni
Skrillex & Diplo Present Jack Ü

Diplo e Skrillex possono fare un po’ quello che gli pare, perché sono i king della musica elettronica degli anni Dieci. Anni in cui la musica elettronica è stupida e divertente. Nessuna di queste parole vuole avere un’accezione negativa, eh. Lo dico per sintetizzare una differenza, diciamo, generazionale: la dance da grande festival ha sempre più raramente quel fondo di malinconia che poteva avere nei Novanta, e ai ragazzi del 2015 piace così. Comunque, dicevo: Skrillex e Diplo possono fare quello che a loro pare. Diplo passa le sue giornate a coltivare le sue relazioni con ragazze più o meno famose – tipo Katy Perry – e a litigare con altre – tipo Taylor Swift o Lorde – sui social network. Skrillex invece non litiga mai con nessuno, e sembra avere perfettamente presente quali sono le regole del gioco di questa musica.

Non voglio dire che sono uno il contrario dell’altro, i due. Ma hanno stili diversi, senza dubbio. Rimane il fatto che l’idea di una collaborazione Skrillex/Diplo è tipo un sogno per chiunque ami la musica elettronica e abbia meno di venticinque anni. Però uno sarebbe portato anche a chiedersi come fanno a trovare un punto di equilibrio musicale, i due. Bè, alla fine viene fuori che la somma dei loro bassi pesantissimi è molto più pop di quello che avremmo potuto pensare.

Il disco di Skrillex e Diplo è molto pop, e ha dentro un sacco di ritornelli. Si chiama Jack Ü, ed è, come spesso capita con loro, la scusa per una serie di collaborazioni, quasi che il loro fosse quasi un mixtape. Un mixtape capace di vendere 200.000 copie in una settimana. Un mixtape serio, ma non troppo.

Tipo: come commentare una canzone tipo Febreze con 2Chainz, che parla di un noto deodorante per ambienti? Boh, ma chi se ne frega. Mica ogni canzone può essere poesia, e forse in alcuni casi è meglio così. Dentro questo disco non ce n’è una, di canzone che sia poesia, però ci sono belle canzoni. Forse la migliore è addirittura quella con Justin Bieber. Personalmente non sono un suo fan, no. Però qui la sua voce viene presa e smontata e ricostruita, diventa un fantasma digitale, ancora più sintetico dell’RnB di plastica che Bieber produce normalmente. E funziona.

Però poi su questo Jack Ü c’è anche un pezzo con Kiesza, e soprattutto con Missy Elliott (che praticamente non fa quasi niente da dieci anni), quindi vince sicuramente su Justin Bieber. Ma è solo perché sono vecchio io.