Smemoranda 12 mesi 2015: è arrivata!

di La Redazione

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Smemoranda 12 mesi 2015: è arrivata!

“I due si guardano, si parlano, discutono. Ma siccome hanno paura a parlare di loro stessi, parlano di Milano. Troppo casino in questa città, troppo rumore, troppo poco verde (…).Tutte cose vere. Ma attenzione, non dicono cambiamo Milano, dicono andiamo via. Non dicono cambiamo noi. Dicono andiamo via. E partono.” (Gino&Michele)

Si chiama SMEMORANDA 12 MESI: è l’agenda letteraria dedicata agli smemorandiani ormai cresciuti, ma anche a tutti quelli che devono crescere, o che non vogliono farlo. Da 15 edizioni raccoglie in appendice storie inedite a tema libero, per un anno tutto da leggere (e da scrivere!) in compagnia degli scrittori più amati.

Oltre ai condirettori Gino e Michele, firmano gli altri 12 contributi di SMEMORANDA 12MESI 2015: Silvia Ballestra, Enrico Brizzi, Rossana Campo, Guido Catalano, Cristiano Cavina, Sandrone Dazieri, Chiara Gamberale, Gino & Michele, Nicola Lagioia, Raul Montanari, Michela Murgia, Aldo Nove e Tiziano Scarpa.
Anche in questo 2015 la Smemo 12 mesi è a Emissioni Zero e realizzata al 100% in Italia.

Tre modelli: giornaliera, settimanale pocket, settimanale da tavolo con elastico e segnalibro.
Quattro colori base: nero, ciano, arancio fluo, lime.
Copertina classica con interni a quadretti o soft-touch con interni a righe.

“Non è mai la tazza del caffè di ogni mattina a segnare il trascorrere del tempo, non è la faccia della speaker del TG, tutte le cose che per abitudine incontriamo ogni giorno della nostra esistenza. No, sono le rughe degli amici che non vedevamo da una vita, le teste imbiancate o calve. Sono i vecchi libri mai più ripresi in mano, impolverati. I paesaggi della giovinezza, che ci fanno male in ogni modo, che siano rimasti uguali ad allora o siano invece cambiati. Sono questi, gli alleati del tempo. Tutto ciò che ci fa esclamare: “Quanti anni sono passati!”.”(Raul Montanari)

“A sette anni, il mondo è qualcosa di veramente sconfinato.
A quell’età si è ancora come gli antichi romani, arroccati in un piccola fetta del creato e circondati dall’ignoto. Già Faenza risuonava come una metropoli remota; fonti informate ci assicuravano che ci voleva un intero giorno di viaggio in diligenza, come nei film western, per arrivarci.” (Cristiano Cavina)