Socrates, un fumetto per raccontare il mito

di L'Alligatore

Recensioni

Un libro a fumetti su Sòcrates, il mitico calciatore/intellettuale brasiliano. Quanto dice questo nome a un ragazzo del 2021? Forse a un appassionato di calcio qualcosa sì, vista la sua bravura e importanza nel mondo del pallone degli anni ‘70/’80. Quindi hanno fatto bene Marco GK Gnaccolini e Cosimo CZM Miorelli ha pensare un libro su di lui, e la sempre meritevole BeccoGiallo a mandare in libreria Sòcrates – L’immortalità della rivolta.

Titolo importante, che fa capire subito che la sua figura va ben al di là di quella di un calciatore di successo. Anche la copertina lo fa capire, con quel pugno chiuso, la barba e una serietà non di facciata. Sòcrates era un comunista convinto, dottore laureato in medicina, e prima di venire in Italia per giocare nella Fiorentina, aveva giocato nel Corinthians, dove aveva fondato la “Democrazia Corinthiana”, sorta di sindacato di calciatori per entrare nelle decisioni della società.

Un esperimento più unico che raro quello di Sòcrates, un esperimento pericoloso tenuto conto che in Brasile c’era una dura dittatura, la dittatura dei Gorillas, nel fumetto disegnati surrealmente come dei veri e proprio gorilla violenti e minacciosi. Sòcrates sfida questi gorilla a colpi di rivendicazioni e buone letture rivoluzionarie. Bianco e nero e colore, immagini a tutta pagina, fumetto classico e innovativo, per raccontare Sòcrates nelle varie fasi della vita, con la Storia accanto.

Ne ho parlato con gli autori in questa intervista collettiva.

Come mai un libro su Sòcrates oggi?

Perché è una storia sull’Anomalia, e sul valore di essere anomali nonostante tutto.

Sòcrates è stato un personaggio unico nella storia dello Sport: calciatore, medico, rivoluzionario. È stato uno sportivo che anteponeva il concetto di “felicità” ed “espressione” a quello di “vittoria” come unico scopo del suo giocare. Ha portato il pensiero nel mondo del calcio, e ha portato il calcio ad essere uno strumento di lotta per la libertà di un popolo.

La sua vicenda sportiva, politica e umana è stata una storia di protesta e ribellione all’interno del Sistema del Brasile degli anni ‘70-‘80, nel quale i giocatori di calcio erano considerati una “cosa di proprietà” dei dirigenti e la dittatura militare, che col golpe del ‘64 aveva preso il potere in tutta la nazione, ledeva con incessante violenza e sopruso ogni diritto e libertà civile. Sòcrates è riuscito ad essere un anticorpo verso questi abusi di Potere sociali e professionali, proponendo una forma di lotta e di esempio di sistema democratico per tutta la gente che desiderava un mondo diverso, più libero e rappresentativo.

Sòcrates è stato un’anomalia dentro al Sistema del suo tempo: sia nel campo del calcio che in quello politico. Ed è proprio il valore dell’essere un’anomalia, in ogni tempo e in ogni campo, che abbiamo voluto raccontare attraverso la sua figura, che aiuta tutt’oggi a poter avere un esempio (o meglio: uno specchio!) per combattere ogni pregiudizio e stigmatizzazione di ruolo della nostra Società contemporanea, che ti etichetta come sportivo e per questo privo di intelletto, come lavoratore e per questo privo di ogni altra identità sociale raggiungibile, come singolo e per questo impotente nel cambiare il proprio pezzo di vita e di mondo. Raccontare e ricordare la storia di Sòcrates oggi è continuare a immettere nelle vene della nostra società uno speciale anticorpo verso ogni idea di totalitarismo politico, professionale e identitario. E, speriamo, possa far sentire meno soli chi sta combattendo ancora queste battaglie.

Sòcrates – L’immortalità della rivolta è il titolo completo. Allora non è un libro sul calcio…

Diciamo che non è un libro strettamente legato al solo calcio giocato, ma anche al suo livello più “spirituale”, e cioè quel valore massimo assunto dal calcio (e dello sport in generale) come “terreno di gioco” del manifestarsi di una Società e di una “nuova” forma di essere umano. Il gioco del Calcio nel nostro libro diventa protagonista non solo nel racconto dell’avventura sportiva di un giocatore e della sua squadra ma anche come mezzo e al contempo metafora della nascita di un pensiero nuovo e utopico, per la costruzione di una Società democratica, equa e libera dalla schiavitù dei soldi, delle vittorie e del Potere.

Per citare Sòcrates: “grazie al calcio ho potuto conoscere gli esseri umani”.

Il sottotitolo richiama direttamente questa pulsione umanista di Sòcrates e cita il sottotitolo del “Fedone” di Platone (quell’Immortalità dell’anima) nel quale si raccontano le ultime ore di vita del filosofo Socrate, durante le quali i suoi allievi si erano stretti attorno a lui per nutrirsi dei suoi ultimi ragionamenti, uno dei quali volto alla dimostrazione dell’immortalità dell’anima. Il parallelismo che abbiamo voluto tracciare (non solo per l’esplicito richiamo al nome di battesimo) è proprio relativo alla questione della rinascita dell’anima degli esseri umani, che nella storia di Sòcrates è passata tramite un gesto di rivolta sociale alla dittatura, così da tracciare una strada politica per una “nuova vita” al popolo brasiliano. Abbiamo pensato che l’immortalità dell’anima possa risultare evidente anche durante lo svolgersi della vita di una persona e che si manifesti soprattutto nel gesto di rivolta, gesto politico e spirituale tra i più puri in quanto non ancora contaminato dal suo farsi Sistema politico, come invece lo è una rivoluzione.

Per documentarvi cosa avete utilizzato maggiormente? Libri? Web? Altro?

I libri ci sono stati fondamentali per affrontare l’aspetto complessivo della storia di Sòcrates e del Brasile degli anni della dittatura. In particolare “Sòcrates – Viaggio nella vita di un rivoluzionario” di Lorenzo Iervolino, quello che può essere considerato una bibbia su Sòcrates, e “Compagni di Stadio” di Solange Cavalcante che ha acceso i riflettori sulla storia della Democrazia Corinthiana.

Il web ci è stato molto utile per la ricerca visiva, soprattutto per i filmati d’epoca delle partite e le particolarità come le figurine Ping-Pong che avevano anche un aspetto narrativo in quanto raccontavano brevi storie dei giocatori e ci hanno ispirato poi una splash-page di stile documentaristico per rappresentare la squadra del Corinthians.

I social poi ci sono stati molto utili perché abbiamo tratto delle battute per una parte della voce del popolo del fumetto ispirandoci a dei commenti negativi su Sòcrates che tutt’oggi abbiamo ritrovato sotto i video più belli delle sue giocate.

Come avete scelto gli episodi, tra i tanti? Non c’è mai un Sòcrates con maglia della Fiorentina, per esempio …

Quello della Fiorentina è uno degli episodi che ci ha fatto più soffrire nel lasciarlo fuori dal nostro libro. La storia di Sòcrates è davvero una storia “bigger than life”, e studiandolo ci si trova con gli occhi sgranati nello scoprire come tanto sia successo e sia stato creato nella vita di un solo uomo.

La direzione maestra che ha guidato la nostra scelta è stata quella di capire subito che avremmo reso il più possibile simbolica la storia principale di lotta alla dittatura da parte di Sòcrates dalla genesi (il colpo di Stato) fino alla sua più alta tensione (quella della sconfitta dell’emendamento popolare per l’elezione diretta del presidente), e di rappresentare in maniera pulsante tutte le forme in cui si è sviluppata la vita di Sòcrates in contrasto con la Storia del suo Tempo: un bambino in cerca di felicità, un ragazzo che oltre agli studi di medicina non dimentica di vivere a pieno le gioie e i vizi della sua età, un uomo diventato calciatore di successo che utilizza il suo “potere” per lottare per la Libertà, un vecchio che continua a decidere di poter governare l’esaudirsi dei propri desideri a dispetto di tutto. Abbiamo perciò operato nello scegliere momenti che potessero essere più simbolici possibile che particolari in senso stretto, usando più lo stile del racconto di un personaggio che quello documentaristico di una persona, così forse da poter riconoscere anche qualcosa nascosto in ognuno di noi leggendo la sua storia.

Il lavoro tra di voi come si è svolto? A distanza, visto il lockdown?

Abbiamo cominciato a lavorare al fumetto nel 2015 con tempi che si sono spesso frammentati causa inevitabile andamento delle nostre rispettive vite private e lavorative, ma nel concreto poi il lavoro tra noi si è svolto per fortuna anche in preziosi seppur brevi incontri fisici e nella più vitale collaborazione tra sceneggiatore e illustratore, con molto lavoro a distanza ben prima del lockdown, abitando in nazioni diverse: ci rimpallavamo sceneggiature e disegni, nutrendoci e ispirandoci l’un l’altro con le diverse soluzioni e proposte.

Il metodo compositivo che abbiamo seguito è stato molto strutturato da un lato e molto istintivo dall’altro: avevamo già uno schema molto dettagliato della nostra storia e di ogni passaggio, ma ogni capitolo è nato quasi “inconsciamente” rispetto allo schema, o meglio, germogliando dallo script iniziale e procedendo quasi in maniera autonoma rispetto agli altri capitoli.

Volevamo dare a ogni parte del nostro libro una specifica “anima”, ma soprattutto il tempo dilatato di componimento del lavoro (quasi cinque anni) ha permesso al nostro libro di crescere assieme a noi: siamo cambiati negli stili, nelle idee e nelle ispirazioni insieme alla storia mentre lo componevamo, e ci siamo accorti alla fine che questo tipo di maturazione caleidoscopica è stata una forza aggiunta al nostro libro (almeno per noi), una componente vitale che non avremmo mai potuto decidere in partenza di raggiungere e che ha permesso al libro di avere uno stile tutto suo.

Come è avvenuto l’incontro con BeccoGiallo?

Come una favola classica: per loro eravamo perfetti sconosciuti, gli presentammo il nostro progetto che li convinse molto, e il loro interesse a voler pubblicare la nostra storia fu causa di una splendida sbronza colossale la sera stessa!

L’incontro con Beccogiallo è stato un sogno ad occhi aperti, fondamentale non solo in quanto poter essere partecipi con una propria storia della vita di una casa editrice sulle cui storie eravamo letteralmente cresciuti divorandone praticamente l’intero catalogo, ma anche perché fu proprio loro il primo stimolo che ci spinse a creare il nostro fumetto con uno stile che avesse al suo interno diverse tipologie compositive: dalla griglia del fumetto popolare di matrice italiana e degli spillati USA, alle composizione più autorali di vaste pagine d’illustrazioni dense di significato e di dettagli. Abbiamo così potuto attingere a tutta la gamma della nostra anima di amanti del fumetto, e possiamo quasi dire che tutto il libro è anche una sorta di atto d’amore verso i nostri autori preferiti della Nona Arte.

In più, come casa editrice ci ha concesso tutto il tempo di lavoro di cui il libro aveva bisogno, perdonandoci alcuni ritardi e permettendoci pure di scalfire il limite di pagine concesse a due debuttanti editoriali come eravamo. La comprensione del tempo del nostro lavoro da parte della Beccogiallo è stata la forza invisibile che ci ha spinto per tutti questi cinque frammentati anni a dare il meglio di noi.

Progetti futuri di Cosimo Miorelli e Marco Gnaccolini.

Siamo al lavoro su un libro di balene che volano per le città e balenieri urbani, che dovrebbe uscire (se tutto va bene) alla fine di quest’anno, edito da Eris Edizioni per Progetto Stigma, il gruppo d’autori e di nuova idea editoriale creata da Akab.