Sound of Metal è un’esperienza tutta da ascoltare

di Redazione Smemoranda

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Certo, è un film girato molto bene dal regista, esordiente a quasi cinquant’anni, Darius Marder. È un film interpretato molto bene dai protagonisti, Riz Ahmed, Olivia Cooke, Paul Raci. Però il vero eroe di Sound of Metal si chiama Nicholas Becker, e ha il ruolo più importante di tutti. È il tecnico del suono.

Sound of Metal racconta la storia di un batterista, che suona in un duo metal con la sua ragazza, e che all’improvviso diventa sordo. Improvvisamente e quasi completamente. Che non è un fatto comune, ma pare possa capitare, in casi rari. Qualcosa di simile in fondo era successa anche qualche anno al cantante degli Ac/Dc, Brian Johnson, che aveva dovuto interrompere il tour della band.

Dicevamo, il ruolo più importante nella produzione di Sound of Metal è senza alcun dubbio quello del tecnico del suono. Perché questo film racconta effettivamente la storia di una persona sorda, ma è destinato al pubblico che ci sente, perché la maggior parte del racconto è affidato proprio alle sensazioni uditive. E questa è un po’ una novità, perché se è vero che non è il primo film che racconta personaggi non udenti, pensiamo al classico Figli di un dio minore con William Hurt. Però Sound of Metal è il primo film che prova a far capire a chi sente, cosa significa perdere l’udito, cosa significa sentire molto poco e molto male, e cosa significa indossare un impianto che ti fa sentire meglio. Perché meglio non vuol dire bene, e non vuol dire come prima.

Ci sono una serie di scene che sono apparentemente inutili, dentro Sound of Metal. Sono scene in cui si vede un campo di grano sferzato dal vento, il cielo, un prato, cose così. Non raccontano niente di più che possa servire per fare andare avanti la storia, ma ci fanno sentire tutti quei suoni che noi percepiamo in ogni momento della nostra vita, senza volerlo, senza pensarci. E che invece possono mancare a chi inizia a non sentire più.

Sound of Metal, certo, è importante perché è importante rappresentare minoranze che al cinema sono poco rappresentate, pur se nella società esistono eccome. Ma al di là di questi discorso, il punto è che è semplicemente un grandissimo film, che racconta una storia non particolarmente originale, un dramma abbastanza classico, con strumenti nuovi, in modo semplice, ma che diventa stupefacente. È un film che davvero speriamo, prima o poi, di poter vedere e sentire al cinema, Dolby Surround e tutto quanto.