Space Force: breve, leggera e divertente da guardare tutta d’un fiato

di Valerio Fiormonte

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Space Force: breve, leggera e divertente da guardare tutta d’un fiato

Se siete in cerca di una serie TV breve, leggera e divertente da guardare non potete di certo perdervi Space Force, targata Netflix.

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La prima (e finora unica) stagione conta dieci episodi di circa mezz’ora l’uno; è ambientata negli USA e racconta le vicende di un nuovo corpo militare statunitense, la Space Force: una sorta di esercito spaziale con l’obiettivo di colonizzare l’universo. A capo di questo esercito viene messo il generale Mark Naird, interpretato da Steve Carrell (forse lo ricorderete per il ruolo di giornalista “cattivo” in Una settimana da Dio, o per la serie TV The Office), che si trasferisce con la moglie Maggie (Lisa Kudrow, la mitica Phoebe di Friends) e la figlia Erin in Colorado, dove viene istituita la nuova base. Ad affiancare il generale Naird nelle sue decisioni c’è il media manager Tony Scarapiducci (Ben Schwartz) e lo scienziato Adrian Mallory, interpretato nientepopodimeno che da John Malkovich, attore fenomenale con oltre 70 film all’attivo (tra i quali l’indimenticabile classico Guida galattica per autostoppisti, Con Air, Educazione Siberiana ecc.).

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La serie ha ricevuto numerose critiche relative alla sua comicità, soprattutto perché ci si aspettava molto di più vedendo come creatori Carrell e Greg Daniels, reduci dal successo esilarante di The Office. Il punto forse è che sì, Space Force non è esilarante ma probabilmente non è quello il suo vero scopo. Tutti gli episodi sono marcati da una forte satira politica e culturale, dall’ironia dei personaggi e dalla paradossalità delle situazioni. Per dirne una, la prima missione che viene affidata al generale Naird è quella di spedire sulla Luna degli stivali (in inglese c’è anche un fraintendimento della richiesta, con “boots” che significa “stivali” e “boobs” che significa “seno”) portati da alcuni animali tra cui una scimmia ed un cane.

Il generale non brilla certamente per arguzia e ingegno, ma non è assolutamente stupido: ha un rapporto altalenante con la figlia adolescente, ma riesce sempre a risolvere la situazione; è estremamente fedele alla moglie, nonostante una situazione che sono costretti a vivere (e che non posso spoilerare!); tratta con estremo rispetto chiunque, non perde mai eccessivamente la pazienza e risolve più di una situazione senza fare mosse stupide. D’altro canto, battibecca continuamente con il dottor Mallory, il quale da scienziato fornisce unicamente risposte molto razionali ai problemi logistici che si pongono ed è una delle poche figure realmente normali della serie. Tra i due c’è un continuo rapporto di amore/odio, ma alla fine riescono sempre a scendere a compromessi e a venirsi incontro reciprocamente, senza tradirsi anche quando ne hanno l’opportunità vantaggiosa.

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Viene infine manifestata molto la critica all’eccessivo bisogno di fare guerra degli americani, che propongono continuamente di bombardare qualcosa come soluzione a qualsiasi problema che si presenta. Tra gli altri generali c’è l’antagonista di Naird, Kick Grabaston (Noah Emmerich, altro nome non indifferente diventato famoso come il miglior amico di Truman in Truman Show) che è appunto l’opposto del protagonista: è il classico generale americano che vuole distruggere tutto senza ragione e senza ragionare, secondo il tipico punto di vista colonialista e superiore dello stereotipo statunitense. Naird invece ci ragiona molto e nonostante sia un generale, ritiene la violenza come l’ultima soluzione ai problemi.

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Space Force non è quindi una serie incentrata sulla comicità: non è Friends, non è Scrubs e non è The Office. È semplicemente Space Force, una serie originale e satirica da vivere e godersi con leggerezza.