Spedizione nei luoghi piccoli: appena entri sei fuori

di Alessia Gemma

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Spedizione nei luoghi piccoli: appena entri sei fuori

 

Isola LoretoHo sistemato questo nuovo libro di Valerio Millefoglie nello spazio viaggi  della mia libreria, accanto all’altro libro di Valerio, un romanzo che descriveva nel modo più analitico possibile, degno di un antropologo folle, con tanto di schede da etnografo maniacale, gli attimi esatti in cui gli altri se la godono. Quelli veri.

 

Valerio ha la predilezione per le cose e le storie così vere e assurde da sembrare favole, dietro le quali puoi scovare la poesia.

 

Anche stavolta Valerio ci dà la formula per ottenere la contentezza rara, l’allegrezza piena: ridurre, rimpicciolire, eliminare, rinunciare. Comunque andare, senza zavorra, in posti così piccoli che magari ti ritrovi

“Piccolo” io l’associo sempre a buffo. “Grande” mi suscita più fatica, un po’ di ansia, dispersione… Che piccolo sia allora!

 “Il mondo misura un diametro equatoriale di 12.756,274 Km e un diametro polare di 12.713,504 Km. Troppo. Non ho bisogno di tutto questo spazio. Il mio letto misura 170×200 cm di cui occupo solo 70 cm. Anche in due, ne occupiamo sempre 70 cm o poco più. […] Al bar faccio colazione con una brioche di 10×13 cm, seduto a un tavolino di 64×64 cm. Il barista mi vede prendere le misure. […] Lo scrittoio sopra il quale lavoro misura 100×55 com. Il computer sul quale sto scrivendo ora ha uno schermo di 36×25 cm, ma il foglio word occupa alla base soltanto 19 cm. 

[…] La comodità non ha mai portato a niente, l’uomo sulla luna non ci è arrivato in pantofole. Mettiamoci scomodi. Non prendiamoci troppo spazio. La macchina su cui mi muovo da un punto all’altro è lunga 270 cm e larga 156 cm. Ci stiamo in due. Io e lei.”.

 

 

Mondo piccolo Questo non è un libro, non è un manualetto, non è una semplice guida. “Mondo Piccolo” è una missione: scovare i posti più intimi del mondo. Valerio ci è andato e ha trovato se stesso, nel senso che gli altri non ci stavano.

 

Mi sembra il viaggio più opportuno per me che dal 25 luglio 2013 ho dichiarato Non lo voglio più: che regalo, cedo, mollo, riduco, libero… non compro, non mi espando con le cose. Sto nel mio, alleggerisco, volo, me ne vado quindi senza impicci, solo il libro di Valerio stavolta, vado…

 

… Eccomi, sono già verso la libreria più piccola del mondo si trova al numero 10 di una strada di Pécs, in Ungheria, citofonare József Tari.

Mi fermo a mangiare a Vacone, in provincia di Rieti, nel ristorante per sole due persone. Coniglio in salsa di liquirizia (forse è il Bianconiglio di Alice? Quello là andava troppo di corsa)…

Era Bianconiglio. Per questo mi arrestano nel carcere più piccolissimo di tutti, quello dei Cappuccini della Repubblica di San Marino, 6 (SEI) celle in tutto. Per ora solo 3 (TRE!) arrestati. Valerio ci ha dormito, per dovere di cronaca. Io no. “Alle 19:30 si cena. i detenuti mi raccontano che, poiché le porzioni sono troppo abbondanti, hanno chiesto di avere per cena solo un secondo. ‘Volevo mettermi a dieta’, mi dice uno. ‘Ma non ci riesco mica così’.”

Non ci voglio pensare, allora vado a ballare, nella discoteca per timidi, anche se si chiama Roumors Club: la cucina di Deborah Borrett a Liverpool, trasformata nel 2007 in una discoteca pubblica. Sei metri per quattro, ovvero sei passi di ballo per quattro. Non più di 10 persone.

L’unico problema in questa piccola storia è che, al solito, puoi ridurre quello che vuoi, spazio, tempo, cose, eppure gli occhi si appesantiscono sempre, prima o poi, non so come, non so di cosa. Occorre dormire. L’indirizzo che mi ha messo in tasca Valerio è l’Eh’Häusl, ad Amberg.

In tutto l’albergo un solo letto: matrimoniale perché questo tetto è legato a una storia d’amore, quella di due giovani che per sposarsi, nel 1728, dovettero mostrare al governatore il certificato di proprietà di una casa. Ma loro possedevano solo il loro amore “I capelli di lei sono anche di lui. Le mani di una sono in quelle dell’altro, e quelle di entrambi sono vuote di denaro. […] Si narra che le coppie che ci dormono siano destinate ad amarsi per sempre.”… Buio.

 

Alla fine di questo piccolo viaggio poi ho fatto un piccolo penisero: Valerio comunque si è preso il suo spazio… spaziando! Perché lui certo, è andato nei posti piccoli, appuntando tutto “su un volume in miniatura, dalle pagine bianche. Se hai poco spazio non significa che devi scrivere e fare meglio. Solo le frasi e i pensieri necessari sopravviveranno. Scrittura telegramma.”, con una piccola auto, in piccolissimi alberghi, ma ogni indirizzo segnato in questo libro dura almeno 4 pagine di racconto, quello da qua a là, il racconto del viaggio che voleva rimpicciolire pure le distanze e però alla fine ti si allarga la mente.

 

 

 

(Tutte le foto del pezzo sono state scattate da Valerio Millefoglie durante il viaggio fatto insieme a Carmela, l’altra metà, per scrivere questo piccolo libro.)