Bella storia: Il neolitico

di Andrea Midena

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Il neolitico è un periodo strafigo perché gli uomini e le donne di allora hanno scoperto l’agricoltura e, come accennavamo la volta scorsa, con l’agricoltura l’Umanità ha svoltato. Come perché? Perché si è passati dalla sbatta di spostarsi continuamente in cerca di qualcosa da sbraffare, cioè dal nomadismo, al fermarsi stabilmente in un posto, cioè alla vita sedentaria. Vivere da nomadi è un po’ come quando sei in gita d’istruzione: non fai in tempo a rilassarti in un posto che l’accompagnatore ti urla “ragazzi, sul pullman, si parte!”. Uno sbattone incredibile. La vita sedentaria, invece, è come farsi una settimana di vacanza in un villaggio turistico: a parte gli animatori che rompono le palle è una figata.


(Un villaggio neolitico)

I primi villaggi

Raga, quella del Neolitico non è certo paragonabile alla vita sedentaria di oggi perché allora nessuno se ne stava stravaccato sul divano a dire: “Alexa, abbassa le luci e metti Torna a casa dei Maneskin” però, il non doversi più spostare per cercare cibo, ha portato quegli uomini e quelle donne a fare un grande passo: riunirsi nei primi villaggi. La nascita dei primi villaggi ha provocato un fortissimo aumento della popolazione perché il fatto di vivere stabilmente in un posto permetteva ai tipi e alle tipe di sfornare figli come se non ci fosse un domani. Aperta parentesi: secondo me, oltre alla stanzialità, anche il fatto che non ci fossero Tv e playstation ha aiutato molto. Chiusa parentesi. Un altro vantaggio ancor più importante della vita in villaggio era quello di poter immagazzinare il cibo da utilizzare come riserva o negli scambi.
I primi villaggi ci stavano dentro perché erano piccoli, tutti si conoscevano, la proprietà della terra era in comune e le differenze sociali erano minime o non c’erano proprio, infatti le decisioni venivano prese da tutti i capifamiglia riuniti in assemblea (tipo un’assemblea di Istituto ma senza balzare una giornata di lezioni).
Ci fosse stato Google Maps nel 7.000 a.C. avrebbe indicato i primi due veri villaggi: Gerico, in Palestina e Çatal Huyuk in Turchia.


(Conosciamoci un po’ è sempre utile)

La nascita delle prime città

I villaggi piano piano si sono ingranditi fino a formare realtà sociali e politiche nuove. Le prime vere città sono nate intorno al 4000 a.C. ed erano dei centri abitati con un fottio di gente e che controllavano tutti i villaggi nei dintorni. Figata? Sì e no perché nelle città uomini e donne non erano più uguali. Eh sì, con le città sono nate le differenze sociali e la specializzazione del lavoro. C’era chi coltivava, chi costruiva utensili e strumenti di lavoro, chi trasportava e distribuiva i prodotti agricoli.
Con la nascita delle città è comparsa anche una figura prima sconosciuta: quella degli schiavi. I poveracci che venivano sconfitti in combattimento diventavano degli animali di proprietà della comunità o di un singolo e di questi animali si poteva disporre come meglio si credeva.
Nelle città a comandare erano in pochi, erano gli specialisti del potere che svolgevano tre compiti: combattere per la difesa del territorio (soldati), celebrare riti e cerimonie (sacerdoti) e governare (re e funzionari).

Ad un certo punto in diverse parti del mondo (Mesopotamia, Cina, America Centrale, ecc.), in maniera del tutto autonoma, sono nati le città e gli Stati. Perché? Per quattro fondamentali motivi: fattore economico. L’agricoltura ha permesso di produrre dei surplus per far vivere a sbafo l’èlite di sacerdoti e capi e di mantenere i lavoratori specializzati. Fattore demografico. Con l’aumento della popolazione si è reso necessario trovare nuove regole perché la gente non si scannasse. Fattore difesa. Uno Stato organizzato e governato da sacerdoti e militari era in grado di difendersi dalle minacce esterne e di conquistare nuovi territori. Fattore organizzativo. Ai tempi uno degli sbatti più importanti era regolare il flusso delle acque dei fiumi. Un governo centralizzato era in grado di coordinare meglio gli sforzi e di impiegare un botto di lavoratori per la bonifica e la canalizzazione.

La metallurgia e altre invenzioni

Un’altra figata del Neolitico è stata la scoperta dei metalli. Il primo ad essere lavorato nel 6000 a.C. è stato il rame (facile da trovare e da modellare e fonde a basse temperature). Gli oggetti di rame erano, ovviamente, molto più leggeri e maneggevoli di quelli in pietra però erano poco resistenti. Unendo lo stagno al rame, intorno al 3000 a.C. hanno così scoperto il bronzo, che era molto più resistente. Solo nel 1200 a.C. si è diffuso il ferro, ancora più forte e resistente ma visto che fonde a temperature altissime lavorarlo era uno sbatti.
Ma la scoperta più figa del Neolitico è stata sicuramente la ruota. Raga, devo dirvi quanto è stata importante questa scoperta? No, vero? Pensate se ce l’avessero avuta i nomadi … girarsela col trolley sarebbe stata tutta un’altra vita!
Altra scoperta importante di questo periodo: si sono accorti che se modellavi l’argilla e la cuocevi diventava ceramica. In un primo momento veniva cotta sul fuoco poi hanno scoperto che cuocerla in un braciere chiuso era meglio e si sono inventati il forno. Certo, per la scoperta della pizza c’è ancora da aspettare un po’ ma quanto erano fighi questi neolitici?