Storie dalla storia degli Oscar: Hattie McDaniel

di Michele R. Serra

Attualità - News

Il 1940 è un anno bisestile, e la cerimonia degli Oscar si tiene la sera del 29 febbraio. Ma questo è un fatto strano fino a un certo punto.

Quello che è veramente strano è quello che succede intorno alla metà della serata, quando Fay Bainter, una delle grandi star di quei tempi, presenta il premio alla miglior attrice non protagonista.

Hattie McDaniel non è un’attrice qualsiasi, anche se il suo nome non è certo famoso come quello di una Greta Garbo, o Bette Davis, o Kathryn Hepburn. Hattie McDaniel non è un’attrice qualsiasi perché ha recitato nel film più importante di quell’anno, che guarda caso è lo stesso che ha staccato più biglietti nell’intera storia del cinema americano.

Hattie McDaniel interpreta Mami, la cameriera della famiglia o’Hara in Via col vento. Il doppiaggio italiano è particolarmente razzista se ascoltato oggi, ma anche nella versione originale, anche senza quella parlata che agli spettatori del 2019 fa scendere un brivido lungo la schiena, certo il personaggio non è tra i più progressisti si fossero visti su uno schermo in quel periodo. Anzi. Eppure proprio per aver interpretato il personaggio di una schiava, Hattie McDaniel divenne la prima donna nera a vincere un Oscar, in tempi in cui non era solo l’Academy a essere #sowhite, ma la società americana tutta.

Quando si alzò in piedi per raggiungere il palco, ricevere il premio e tenere il suo discorso di ringraziamento, Hattie dovette fare più strada di tutti gli altri premiati. Il suo tavolo non era vicino al palco come quelli degli altri attori. Non era seduta in prima fila con Vivien Leigh, che pure aveva lavorato fianco a fianco con lei nello stesso film. No, il suo tavolo era in un angolo, dietro a tutti gli altri. Perché l’albergo che ospitava la cerimonia degli Oscar, l’Ambassador, uno dei più opulenti della città, aveva una regola ferrea: i neri non potevano stare coi bianchi. Anzi, a dirla tutta i neri non potevano proprio entrare, tanto che il potentissimo produttore di Via col vento David Selznick dovette chiedere un favore personale al direttore, affinché Hattie potesse andare a ritirare il suo premio.

Era la prima volta che le veniva concesso di ricevere un applauso, pubblicamente, per la sua interpretazione. Non era stata invitata neppure alla prima del film, ad Atlanta. Margaret Mitchell, l’autrice del romanzo da cui è tratto il film, che invece era presente alla première, le scrisse una lettera il giorno dopo, che si concludeva così:

“avrei voluto che fossi lì con noi, a prenderti gli applausi”.

Hattie McDaniel è rimasta legata al ruolo di una schiava, che non la rese molto ben vista neanche dalle associazioni per i diritti dei neri che faticosamente stavano iniziando a conquistare posizioni in quegli anni. Eppure, senza essere una rivoluzionaria, aveva trovato un suo modo per farsi strada. Grazie al suo lavoro di attrice comprò una casa in una zona residenziale di Los Angeles, per vicini si ritrovò famiglie di borghesi bianchi che non la volevano nel loro quartiere, tanto che le fecero causa. Lei vinse la causa e in quella casa diede grandi feste piene di star, a partire dal suo amico Clark Gable. Riuscì poi ad avere un programma radiofonico tutto suo, la prima speaker nera della storia americana.

Insomma, potremmo dire che la sua strada è stata forse più simile a quella di Jay-Z che a quella di Martin Luther King. Però Hattie McDaniel non era certo una Mami.

Non sarà stata una rivoluzionaria, ma è stata senza dubbio una rivoluzione.