Studenti a rischio d’estinzione

di UDS Unione degli studenti

Attualità
Studenti a rischio d’estinzione

Succede che negli ultimi 10 anni le immatricolazioni alle università italiane sono calate del 17%. Meno 50 mila iscritti, un ateneo pari alla Statale di Milano andato in fumo. Lo dice un’analisi del Consiglio Universitario Nazionale, e ci rivela anche i motivi: tasse sempre più alte, fondi per finanziare le borse di studio ridotti all’osso e un crescente pessimismo generale tra i giovani (chissà poi perché…).

(Natangelo sulla SMEMO 2013)

Succede anche che, proprio in questi giorni, il ministro Profumo ha deciso di accelerare l’iter di approvazione del decreto ministeriale sui LEP, i Livelli essenziali delle prestazioni che definiscono i criteri di accesso aile borse di studio. 

In pratica, sarà sempre più difficile riuscire ad ottenerle, ‘ste benedette borse di studio, perchè se passa il decreto sui LEP i criteri sopra citati verranno inaspriti, così:

– un aumento dei crediti formativi di 15 unità per anno, cioè più esami da sostenere per poter ottenere una borsa.

– la differenziazione della soglia massima ISEE per beneficiare della borsa di studio sarà stabilita in base all’ateneo di iscrizione: 20.000€ al nord, 17.000€ al centro, 14.000€ al sud. Che significa un acceso differenziato al diritto allo studio in base alla regione di appartenenza, alla faccia di Garibaldi. Per gli studenti del Sud, con la scusa che lì la vita costa meno, sarà più difficile partecipare ai bandi.

– la tassa regionale per il diritto allo studio pagata dagli studenti e dalle loro famiglie finanzia tutta la baracca, mentre Stato e Regioni intervengono solo se gli introiti non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. Che però è ridotto dai due punti precedenti. In parole (davvero) povere: niente investimenti del Pubblico per sostenere e sviluppare la formazione e l’accesso ai saperi.

Al MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) vogliono darci a bere che quest’intervento tutela gli studenti meritevoli, in realtà butta fuori a calci dalle graduatorie dei borsisti un sacco di studenti, centinaia nella sola Lombardia.

(Vauro sulla SMEMO 2013)

Giovedì 7 febbraio la bozza arriverà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Ci chiediamo perché un decreto così importante, che per un anno è rimasto chiuso nel cassetto del Ministro Profumo e decide il futuro di migliaia di ragazzi, venga discusso a camere sciolte, senza dare la possibilità ai diretti interessati di aprire un dibattito pubblico sulla questione. Suona un po’ come la mazzata di fine legislatura… 

Insomma, ricapitolando:

nuovo decreto + tasse universitarie – fondi per il diritto allo studio + costi dei servizi + eredità delle riforme degli ultimi 10 anni = ANCORA MENO diritto allo studio per migliaia di studenti

E voi, cosa ne pensate? È davvero questa l’Università che vogliamo?!

Link-Sindacato Universitario Milanese

PS: Date un’occhiata al video dei THE PILLS  che fotografa in pieno la situazione: