Studiare con la musica: come creare una playlist per concentrarsi

di Giulia Zavan

News - Scuola
Studiare con la musica: come creare una playlist per concentrarsi

In questi giorni stai aspettando di sapere se si tornerà sui banchi o se l’anno scolastico 2019/2020 finirà in modalità di didattica a distanza, come da un mese a questa parte in cui hai continuato a rispettare #IoRestoACasa.

L’eventuale riapertura delle scuole influirà subito sulla Maturità 2020. Se si tornasse in aula entro il 18 maggio, l’Esame di Stato avrà una forma simile a quella degli anni scorsi, altrimenti è previsto un maxi colloquio orale. In tutti e due i casi, l’impegno nella didattica a distanza è uno dei criteri di cui verrà tenuto conto per i crediti di accesso alla Maturità e per il voto finale.

Non solo gli studenti di quinta superiore: i voti nella pagella finale di tutte le classi dipendono anche dall’impegno dimostrato nella didattica a distanza.

Se stai cercando un modo per dare il tuo meglio nello studio da casa e per renderlo un po’ più divertente, puoi provare con la musica (ovviamente non quando sei in videoconferenza con i prof e i compagni): secondo diversi studi, infatti, ascoltare certi brani può darti la carica e la concentrazione che cerchi.

Alcuni pensano che la musica sia un fattore distraente, ma tutto dipende dalle canzoni su cui decidi di alzare il volume. La vera sfida infatti è proprio quella di trovare la playlist giusta: ecco qualche consiglio!

Le canzoni che ami

Quando parte una canzone che adori, ti senti subito più felice e ottimista, il che rende il tuo cervello pronto e scattante.

Secondo uno studio dell’università di Miami, chi ha potuto ascoltare la musica che preferiva durante un’attività, ha concluso il suo compito più velocemente rispetto a chi non stava ascoltando nulla o stava ascoltando qualcosa che non incontrava i suoi gusti. I partecipanti che hanno ascoltato i loro brani del cuore si sono dimostrati anche più creativi e reattivi.

Le canzoni senza parole

Se stai scrivendo un tema o un riassunto, il testo di un brano può confonderti, finendo per farti mettere nero su bianco quello che ascolti e non quello che pensi.

Ma non succede quando conosci le parole una canzone a memoria, tutto il contrario: secondo una ricerca del Cambridge Sound Management, a farti distrarre è il livello di comprensione delle parole.

Se non conosci il testo oppure se le parole non sono declamate chiaramente, il cervello tenterà di codificare quello che sta sentendo ma non capendo al volo, facendoti così spostare il focus.

Dai ritmo 

La stessa cosa può succedere con un cambio di ritmo che il cervello non si aspetta e che quindi attira la sua attenzione per capire cosa stia succedendo. Spesso capita quando si cambia canzone.

Componi una playlist di brani che abbiano più o meno lo stesso ritmo: se non sai da dove partire, secondo uno studio della Society for Education, Music and Psychology Research canadese, ha ottenuto maggiori punti al test di intelligenza chi ha ascoltato musica dal ritmo veloce.

I suoni della natura

Una ricerca del The Journal of the Acoustical Society of America ha scoperto che i brani che riproducono il vento tra gli alberi, il rumore delle cascate, il cinguettio degli uccelli e così via potenziano le funzioni cognitive e ti fanno sentire più propositivo.

Questo tipo di brani può essere una buona via di mezzo tra la musica vera e propria e il silenzio. Sono perfetti da usare soprattutto se vuoi coprire un altro rumore: il ronzio del frigorifero, le chiacchiere del vicino di casa, tuo fratello che gira le pagine un po’ più in là.

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