Tango, il fumetto-gioco sull’amore

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste

Tango, di Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, è un fumetto che è quasi un gioco sulla crisi di coppia. Sì, un gioco, nel senso che il lettore è chiamato a compiere delle scelte, e in base a queste, andando alle pagine specifiche, la storia prende una piega diversa. Non avevo mai letto un libro così, mi è sembrato interessante.
C’è quindi una certa interattività e partecipazione ai destini di questa coppia, che va ad abitare in un nuovo appartamento e viene messa di fronte a delle scelte da fare: prendere un cane o fare un figlio? … e il cane partorirà tanti cuccioli o abortirà? Meglio lasciarsi o andare sul tetto a riflettere?
Quasi sempre loro due e basta, quasi sempre in casa o interni (ma non è un fumetto pandemico), in un bel bianco e nero a parte un momento nel quale guardano in tv un documentario sui leoni (metafora della vita di coppia?) Tango è un fumetto che conquista tra realtà cruda e momenti imprevedibili. “Il tango è una comunicazione tra due corpi. L’uomo ascolta la donna. La donna ascolta l’uomo. È fatto di imprevisti e cambi improvvisi …

Tango: l’intervista con Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico

Come mai un libro sulla crisi di una coppia, oggi?
FULVIO: Non so il perché filosofico di scegliere una storia o un’altra. Quelle sono più riflessioni da giornalista o da critico letterario. Noi avevamo un’idea e l’abbiamo sviluppata. Ci sono molte cose che volevamo esplorare, forse anche analizzare l’anatomia di una crisi di coppia. Siamo partiti da voler rappresentare un litigio in una storia e osservare le varie sfaccettature a seconda del punto di vista che un lettore poteva scegliere di vedere. La cosa è degenerata.
ANTONIO: Un giorno, spompato da una lunga litigata, dissi a Fulvio che ogni coppia avrebbe dovuto avere un’enciclopedia del litigio sul comodino. Iniziammo a parlare di “Tango”.

Tango, perché questo titolo? Suggestivo! …le generazioni passate pensavano a quel film di Bertolucci, o a un giornale satirico molto noto negli anni Ottanta. Voi?
FULVIO: “Tango” viene da un’esperienza personale che Pronostico mi ha raccontato. Quella sua storia ha fatto sì che scrivessimo un particolare capitolo nel libro. Quel particolare capitolo ci ha fatto venire in mente che la parola Tango poteva rendere in lettere la sintesi di alcuni aspetti del nostro discorso fatto nel fumetto.
ANTONIO: Esattamente. La scuola di Tango, per una coppia, è l’habitat naturale in cui litigare.

Viene da pensare: è una storia vera? C’è qualcosa di autobiografico?
FULVIO: Talvolta la storia è biografica. Amici, conoscenti, noi stessi o noi immaginari. Quando poi i ricordi vengono rappresentati cambiano forma e si trasformano. Le autobiografie migliori sono sempre inventate.

Come è nata l’idea di far saltare il lettore da una pagina all’altra, decidendo cosa può succedere?
FULVIO: Veniva fuori da una riflessione su come si muovono le discussioni e i litigi di una coppia. Mai in maniera lineare. Il bivio ci ha aiutato a rendere visiva una sensazione del tutto mentale.

Il lavoro tra di voi come si è svolto? A distanza, visto i vari blocchi causa virus…
FULVIO: Abbiamo lavorato due anni. Talvolta nello stesso studio. Altre volte a distanza in città diverse. C’è stato un momento che ci siamo chiusi in una casa in campagna e abbiamo fatto un bel pezzo di libro. “Tango” ha subito una serie di lavorazioni molto differenti tra loro.
ANTONIO: il 70% del nostro lavoro avviene all’inizio con lunghe passeggiate in cui ci confrontiamo sull’idea. Poi quando andiamo alla scrivania siamo perfetti compagni di banco a volte vicini a volte distanti. Poi, verso la fine del progetto, ci piace scegliere un luogo dove concluderlo insieme.

Come è avvenuto l’incontro con la Coconino Press?
ANTONIO: Quando andammo la prima volta da Coconino con le tavole di “Sniff”, io parlai a Rathiger (allora direttore della Coconino Press) del complesso per il mio naso grande. Lui mi rispose che non era così grande.
Io sorrisi e mi luccicarono gli occhi.