Intervista a Tecla, la cantante più giovane di Sanremo

di Alessia Gemma

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È la cantante più giovane del Festival di Sanremo 2020 eppure parlandole sembra un’adulta. Oggi, alle 10 del mattino, io dalla mia cucina di Milano avevo un appuntamento telefonico con Tecla Insolia che mi rispondeva tra le mille lucine di Sanremo.

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Ciao Tecla, buongiorno, sei pronta?
Buongiorno! Sì grazie sono pronta!

Sei nata il 13 gennaio 2004. Sei la cantante più giovane a Sanremo 2020. Ti senti piccola?!
No, assolutamente no! Sto affrontando tutto, con mia grande sorpresa, in modo abbastanza professionale, quindi sono soddisfatta! Non mi sento piccola!

Riguardo la tua canzone “8 marzo” hai dichiarato: “Sono onorata di poter portare un pezzo che parla della forza femminile, sono giovane ma ho già una mia visione sul mondo. Nessuno può decidere cosa dobbiamo fare, dire o essere. Dimostriamo a noi stesse cosa siamo in grado di fare!”. Perché proprio una canzone sulle donne e da cosa è nata questa riflessione?

8 marzo” non è un brano che ho scritto io, i due autori sono Piero Romitelli e Rory Di Benedetto. È una delle prime canzoni che mi è stata proposta e che ho ascoltato, ed è quella che mi è piaciuta di più e ho sentito mia. È un brano che mi poteva rappresentare in quanto giovane donna e che prova a rappresentare tutto il mondo femminile e non. Mi sono presa una responsabilità, e come mi aspettavo sono arrivate molte critiche sul fatto che ho 16 anni e su cosa ne può sapere una ragazzina di 16 anni di quello che succede. Io voglio proprio dimostrare cantando, e portando questo messaggio, che una ragazza della mia età capisce quello che succede intorno a lei e ho voglia di raccontare la verità.

Il momento più emozionante a Sanremo fino adesso quale è stato?
Rivedere i miei genitori dopo un bel po’ di tempo che non li vedevo!

Nella tua canzone, 8 marzo, dici: “è resilienza, io so la differenza tra uno schiaffo e una carezza”. Perché una ragazza a 16 anni viene in mente di parlare di resilienza nella sua canzone? Cosa ne sai di resilienza?
La resilienza è riuscire ad affrontare e a superare un momento difficile con successo, e non essere toccati da quello che ci succede attorno. È un po’, diciamocelo, quello che siamo capaci di fare noi donne, e poi quello che vivono le persone ogni giorno quando devono affrontare le difficoltà. Anche una ragazza della mia età ha le sue difficoltà, ad ogni età abbiamo difficoltà diverse ma anche noi ne abbiamo! So bene cosa è perché vedo e capisco, e una mia qualità più grande penso che sia l’empatia.

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Tecla. Photo by Daniele Venturelli/Getty Images

Per chi tifi a questo Festival, a parte te?!
Ieri ho avuto la fortuna di ascoltare la canzone di Tosca e confermo quello che avevo già detto: tiferò per lei quest’anno.

Ieri sera si è esibita Myss Keta. Siete generi molto molto diversi. L’hai incontrata? Siete riuscite a parlare e cosa ne pensi di lei?
Questa ragazza non la conoscevo, non sono riuscita a parlarle ma l’ho incrociata e vista, anche perché è molto riconoscibile! Non sono riuscita a vedere Myss Keta quando ha cantato però. Cosa ne penso? Mah, non lo so in realtà. Penso sicuramente che ogni persona è libera di fare ciò che vuole basta che non faccia male a qualcuno.

Chi sono i tuoi modelli musicali?
Ne ho vari, dipende dai periodi della mia vita. Ascolto molto il cantautorato italiano come Lucio Dalla o De André o Tenco o il cantautorato nuovo come Mannarino. Mi piace la musica jazz, la musica classica e mi piace anche Billie Eilish. Sono abbastanza vari i miei gusti musicali.

Tu vai a scuola giusto? Che scuola frequenti? E in questo momento i prof sono più incavolati per la tua assenza o fanno il tifo per te?
Sì, vado a scuola e frequento il grafico pubblicitario, che è una scuola tecnica. I miei professori stanno reagendo come i miei compagni di classe, c’è chi è contento per me e chi dice “ah ora inizia a fare la famosa!”. Molti professori mi hanno scritto “bravissima, complimenti, non ti preoccupare che poi recuperiamo tutto quando tornerai”.

Raccontaci una giornata tipo di una cantante a Sanremo…
Partiamo dalla notte perché la notte non si dorme! Poi al mattino ci si alza, si va a fare colazione verso le 8 e poi iniziano le varie interviste, e inizi ad andare da una parte all’altra di Sanremo. Vai a fare le prove, vai a provare i vestiti, vai a prendere il caffè con quella persona che ti aveva promesso un caffè insieme a Sanremo… È un frullatore però, è bello, sono qui per questo e sono contenta, mi sto divertendo.

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Tre “mai senza” di Tecla?
Tecla mai senza libri, Tecla mai senza acqua e Tecla mai senza un po’ di pessimismo!

Una domanda un po’ interessata… usi il diario?
Beh sì. Ci annoto le emozioni che sto vivendo. Questa è un’esperienza fantastica e forse anche per la mia giovane età non me ne rendo bene conto, e magari rileggendo queste pagine che sto annotando tra qualche anno capirò la vera bellezza di quello che sto facendo in questo momento.

Progetti per il futuro?
Verso marzo, aprile, non so bene quando uscirà una fiction, “Vite in fuga” su Raiuno e farò la figlia dei protagonisti interpretati da Anna Valle e Claudio Gioè. Per quanto riguarda la musica non c’è ancora un album o un altro singolo ma speriamo che si possa sentire qualcosa al più presto…

8 marzo, il testo della canzone di Tecla a Sanremo

In fin dei conti la vita è come un viaggio
comincia con un pianto dopo l’atterraggio
facciamo giri immensi ed ogni coincidenza che perdiamo
è un nuovo punto di partenza
in fin dei conti noi siamo di passaggio
come le rondini, come l’8 marzo
e non basta ricordare di una festa con un fiore
se qualcuno lo calpesta
e nelle vene gli anticorpi alla paura
i silenzi che ci fanno da armatura
è resilienza, io so la differenza
tra uno schiaffo e una carezza
Siamo petali di vita che hanno fatto
un giorno la rivoluzione
respiriamo su un pianeta senza aria
perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque dal dolore
si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita
La verità
siamo candele nella notte
a illuminare mentre la gente chiude porte
nei maglioni lunghi e a nascondersi nel niente
dagli sguardi di chi resta indifferente
Abbiamo dato e troppo poco ci è concesso
certe lacrime non chiedono permesso
e nello specchio, negando l’evidenza
chiamarlo amore quando è solo dipendenza
Siamo petali di vita
che faranno un giorno la rivoluzione
respiriamo su un pianeta senza aria
perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque
dal dolore si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita
Se ci crolla il mondo addosso
come sempre ci rialziamo
nonostante a volte uomo non vuol dire essere umano
per tutto il sangue che è stato versato
Siamo petali di vita e la violenza non ha giustificazione
respiriamo su un pianeta senza aria perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque dal dolore
si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita
In fin dei conti noi siamo di passaggio
come le rondini, come l’8 marzo
e non basta ricordare di una festa con un fiore
se qualcuno ci calpesta

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