Recensioni
Ted 2

Nel corso dell’introduzione a Ted 2, una voce fuori campo dice che la gente non si scandalizza più. Ecco, quello è il problema di fondo per i comici come Seth MacFarlane, che ha inventato serie come I Griffin, American Dad e The Cleveland Show alla televisione e saghe come quella di Ted al cinema. Seth vuole fare comicità demenziale stupida, ignorante, volgare e provocatoria, quindi, se nessuno si scandalizza, neanche un po’, tutto diventa molto meno divertente. E allora qual è la soluzione, secondo Seth? Spingere ancora di più sull’acceleratore, e infarcire un film come Ted 2 di battute sui fluidi corporei, ma anche di volgarità razziste, sessiste e tutto quello che possa essere considerato poliicamente scorretto. Apposta.

Ovvio che si cammina su un filo molto sottile: l’idea che un gruppo di sceneggiatori bianchi metta insieme così tante battute su ogni tipo di minoranza sociale, etnica, sessuale, facendo enorme uso dei peggiori pregiudizi e sterotipi… bè a tratti ti fa chiedere quale sia lo scopo, il bersaglio di questo umorismo. Cioè stiamo prendendo in giro i pregiudizi, con ironia, o li stiamo semplicemente usando e quindi rafforzando?

In ogni caso, è inutile farsi troppe domande, davanti a un film che racconta le avventure di un orsacchiotto parlante che riesce a dire più volgarità al minuto di uno studente di terza media: se si va a vedere Ted 2, bisogna essere ben disposti alla risata crassa e ignorante. Non c’è niente di male, tanto il cinema è buio: difficile che qualcuno si accorga che siete proprio voi, che state ridendo.

Ted 2 ha dentro un sacco di idee, forse troppe, tenute insieme in un modo non proprio sempre perfetto, ma questo è lo stesso commento che si può fare a una puntata dei Griffin, l’altra creatura del regista Seth MacFarlane. Ci sono gag inutili e assolutamente poco riuscite, altre oggettivamente esilaranti, nonostante la traduzione in italiano tolga molto, moltissimo al film. Che è un buon sequel, ma non ti lascia il desiderio di vedere un Ted 3.