Ted Recensione

di Michele R. Serra

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Ted – Recensione

Ragazzi!

Siete pronti a diventare uomini? Forse no, o meglio non ancora.

Sono almeno vent’anni che si sente parlare di sindrome di Peter Pan, di giovani che non vogliono crescere né prendersi le responsabilità della vita adulta. Sai mica se è vero. Comunque si dice siano soprattutto maschi, oltre i trenta, e gli americani hanno perfino inventato la parola kidult, cioè kid adult, ragazzini adulti, per definirli. Li abbiamo visti raccontati un bel po’ di volte anche al cinema, adesso è arrivato il film definitivo su questo tema. Si intitola semplicemente Ted, e sembra una favola. Sembra.

Inizio magico per il primo film scritto e diretto da Seth MacFarlane, papà dei Griffin (cioè di quello che è attualmente uno dei cartoni animati di maggior successo della tv americana, con sei, sette milioni di spettatori a puntata). Nelle prime sequenze sembra di essere dentro una fiaba: il bambino solo e sfigato desidera che il suo orsacchiotto diventi un amico vero, e qualcuno lassù esaudisce. Però Seth non è un tipo da fiabe. Quindi ci mette il suo tocco, che significa battute e gag riguardo ai seguenti argomenti: sesso, droghe di vario tipo, orientamenti religiosi, sesso, film e musica pop, rumori corporei, gruppi etnici e sesso. In fondo il materiale non è tanto diverso da quello proposto nei Griffin o in American Dad. Con la differenza che qui, in Ted, la storia prova anche a toccarci il cuore.

Ehm, sì. Toccarci il cuore, ma senza esagerare. In fondo, si tratta sempre di un orsacchiotto che invece di essere un Winnie the Pooh dolce e gentile è un pigro puttaniere pantofolaio amante delle pipe ad acqua.

Questa è, a pensarci, l’unica idea comica su cui si regge la pellicola. E infatti si ride molto soprattutto nella prima mezz’ora del film, poi sempre meno. Però in compenso, piano piano, inizi a interessarti al problema di fondo che muove il film, cioè la relazione che lega l’orsacchiotto Ted – simbolo dell’infanzia ma anche amico vero e sincero, al di là del suo aspetto peluscioso – al protagonista Mark Whalberg, che siamo abituati a vedere in ruoli da uomo d’azione tutto d’un pezzo, e qui invece è un eterno adolescente davvero convincente e realistico.

Realistico, ovviamente, eccettuato il fatto che sta con una ragazza bellissima che sembra non avere altro obbiettivo nella vita se non aspettare che il suo lui cresca. Qua forse siamo un po’ troppo ottimisti, eh!

A parte il finale scarso, che non rivelerò naturalmente, Ted è un film che dice ai trentenni maschi esattamente quello che a loro piace. Cioè che si può diventare grandi e trovare l’amore senza essere costretti a rinnegare il divertimento dell’adolescenza. E che ci sarà sempre al loro fianco un amico vero, alla fine. Uno che non ha paura di dire cose come: “Abbracciami, ti voglio bene.” Per poi aggiungere: “Non sono gay.”

Nessuno è perfetto, del resto. Neanche gli orsacchiotti.