The Avengers

di Michele R. Serra

Recensioni
The Avengers

Con gli onori più alti arrivano gli oneri più pesanti. Un discorso perfettamente applicabile a Joss Whedon, regista del primo film Marvel in cui i supereroi – quelli delle pellicole che abbiamo visto tutti quanti, tutte quante negli ultimi anni – appaiono insieme. Un super-team, un dream team la cui apparizione ha provocato un terremoto di hype (come dicono negli Usa) in vecchi e nuovi fan della casa simbolo – insieme alla DC comics – dei supereroi americani.

Joss Whedon è un super appassionato di fumetti (ha scritto anche una collana degli X-Men per un breve periodo), già creatore di personaggi televisivi come Buffy l’ammazzavampiri, che hanno fatto breccia nel cuore del pubblico di riferimento della Marvel, cioè chi ha meno di vent’anni. Joss Whedon, però, è anche un quasi esordiente dietro la macchina da presa (ha girato un solo film prima di questo, Serenity). In una produzione di questa importanza, con questi attori per le mani, la responsabilità di far entrare in un solo film tante storie diverse, creare un mix che sia comprensibile allo spettatore casuale, ma senza scontentare i fan accaniti… Roba che farebbe tremare le ginocchia a chiunque. Per fortuna è andata bene.

Ecco la prima idea vincente dei Vendicatori versione 2012 / Joss Whedon: il supercattivo di turno – Loki, dio dell’inganno asgardiano nonché fratello di Thor – non sembra pericoloso quanto la mancanza di unità fra i supereroi stessi. Che, soprattutto all’inizio del film, devono imparare a diventare una squadra. Uno per tutti, tutti per uno? Tutt’altro.
I supereroi si scontrano, verbalmente e fisicamente. E qui si capisce che il regista dell’operazione è un vero fanbo: in fondo il suo non è altro che un dare corpo alle domande che tutti i fan della Marvel si sono fatti da piccoli sfogliando i fumetti. È più forte Hulk o Thor? Se Capitan America e Iron Man facessero a pugni, chi vincerebbe? Davvero un godimento.

Seconda idea vincente: non prendersi troppo sul serio, spingendo forte sull’ironia. Che non significa far diventare il film una specie di sit-com fra supereroi, intendiamoci. Non manca un pesantissimo arsenale di effetti speciali digitali, e tutte le scene d’azione sono girate con il giusto mix di suspence e leggerezza, in perfetto stile marvel.

Giudizio finale? Bello e imperfetto, soprattutto a causa di alcune scene davvero troppo-già-viste, che si ammassano purtroppo in apertura e alla conclusione. Però rimane negli occhi e nel cuore il sogno nerd dei Vendicatori che diventa realtà, e allora non ce la meniamo troppo. Anche perché sappiamo che comunque c’è da aspettare The Avengers 2.