The End Of The F***ing World 2: la vera protagonista è Bonnie, cresciuta a pane e punizioni

di Valerio Fiormonte

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***ALLERTA SPOILER***

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Se la prima stagione di The End Of The F***ing World è decisamente una sorpresa originale, la seconda non è da meno.

I nostri protagonisti, James ed Alyssa, sono forzatamente a distanza: lui affronta una lunga, dolorosa e verosimile riabilitazione (semi-spoiler: mica come la sua collega in “La Casa di Carta”) dopo essersi beccato un proiettile; lei dalla zia, con la madre, inizia a lavorare come barista, conosce un altro ragazzo, è addirittura in procinto di sposarsi. James finalmente è riuscito a costruire un rapporto col padre, un rapporto veramente bello, ma come tutte le tragedie greche, il bello e felice non possono durare a lungo: un infarto se lo porta via. Ed ecco il terzo protagonista di questa stagione: il vaso dove sono contenute le ceneri del papà di James.

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Ma c’è un altro personaggio da introdurre, il vero protagonista di questi 8 episodi: Bonnie, interpretata da Naomi Ackie (neanche 28 anni e già apparsa in Star Wars: L’ascesa di Skywalker, Doctor Who e Lady Macbeth, grazie al quale nel 2017 vince un British Independent Film Awards).

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Bonnie in The end of the fucking world

Bonnie è, manco a dirlo, un’altra psicopatica.
Cresciuta a pane e punizioni, vede il castigo come la più alta forma di giustizia, perché senza di questo non si possono capire i propri errori, fallimenti o insuccessi. Si innamora del professor Koch, del quale ci viene finalmente fornito un quadro più chiaro che ci permette di giudicarlo senza lunghi giri di parole: è una grandissima testa di..

Dopo aver scontato una pena per omicidio, Bonnie è ovviamente alla ricerca dei nostri innamorati per vendicare la morte del suo amato. Loro nel frattempo si rincontrano e, ovviamente, la perennemente frustrata Alyssa molla tutto e tutti per scappare di nuovo con lui, stavolta davvero senza una mèta e senza senso, con il suo abito da sposa. Nella fuga incontrano proprio Bonnie, rendendo il viaggio decisamente interessante e non privo di tensione dato l’atteggiamento ostile e lunatico della vendicatrice.

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Tra le varie (dis)avventure del gruppo, c’è una scena che merita particolare attenzione: dentro una farmacia, il farmacista dice a Bonnie che la violenza non è mai la risposta; lei, dal canto suo, fa un discorso molto breve ma estremamente emotivo che davvero lascia spiazzati. “E se lo fosse? Hanno mai ucciso qualcuno che amavi? Ti svegli mai di notte con la sensazione che la pelle urli per la mancanza di qualcuno? No. Allora non capisci.”

In questa scena c’è tutta la fragilità di Bonnie, che è molto più potente di quella che attraversa gli altri due: Alyssa è stata amata tante volte, ma la sua condanna è di non riuscire a far uscire i suoi sentimenti se non con James; lui ha visto la madre togliersi la vita ed ha perso il padre, ma conosce le emozioni per quello che sono realmente, prima grazie ad Alyssa e poi grazie al rapporto recuperato col genitore. Bonnie no.

Bonnie è sola da quando è nata, perché è cresciuta con una madre che ha distorto completamente il suo modo di vivere i successi, i fallimenti, le sensazioni e le emozioni. E l’unica volta che incontra qualcuno che sembra tenerci, è la persona più sbagliata possibile: un professore donnaiolo e violentatore. Non può far altro che idealizzarlo, pur conoscendo inconsciamente la sua vera natura, e non può far altro che far esplodere tutto quello che ha coltivato per anni con lui, trasformando una cotta in un amore totalizzante. Nel momento in cui perde anche lui, non perde solo qualsiasi possibilità di amare, bensì perde qualsiasi possibilità di redenzione, ritrovandosi a meno di 30 anni con due omicidi sulle spalle e numerosi altri reati, che la condannano ad un’esistenza di perenne castigo.

È per questo che tutta l’empatia dello spettatore ad un certo punto si riversa su di lei, l’anti-eroe che in realtà è solo la vittima più grande.
Il tentato suicidio, il pianto finale per terra, sono la conclusione di un progressivo declino costruito benissimo dagli autori e trasmesso alla perfezione da un’attrice che merita solo applausi.
James ed Alyssa rimangono spettatori davanti ad un personaggio così. Persino nella scena finale, quando confessano finalmente il loro amore reciproco nella maniera più sincera, rimane quella sensazione che i veri eroi di questa stagione, stranamente, non sono loro.

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