The Gunman

di Michele R. Serra

Recensioni
The Gunman

Un uomo solo contro le cattive multinazionali che sfruttano i paesi africani, che affamano e ammazzano per soldi. Sembra ci sia della critica sociale e politica dentro l’ultimo film con protagonista Sean Penn. Sembra, per i primi dieci minuti. Ma poi in realtà mica tanto. Le cose importanti sono altre.

Le cose importanti, per la precisione, sono le pistolettate/i pugni/le coltellate/le testate/le ginocchiate che Sean Penn rifila a destra e a manca per tutte le quasi due ore di questo The Gunman. La cosa importante è che il vecchio Sean ha più di 50 anni ma quando combatte a petto nudo praticamente dà dei punti anche allo Stallone dei tempi d’oro. Cioè, seriamente: io non so quale dieta abbia seguito, quanta palestra abbia fatto, quali pillole si sia calato o a quale chrirugo estetico si sia rivolto, ma ditemi come ha fatto. Perché voglio farlo anch’io. Con un fisico così, per forza che la bella del film si sdilinquisce per lui. Tra l’altro lei è Jasmine Trinca (quella de La meglio gioventù e di Romanzo Criminale) che fa il suo primo film quasi hollywoodiano. Quasi, perché la produzione è anche un po’ francese e un po’ spagnola.

The Gunman è diretto dal francese Pierre Morel, che cerca un po’ di rifare quello che aveva fatto in Taken: prendere un attore famoso giunto più o meno alla mezza età e reinventarlo come cazzutissimo protagonista di film d’azione, quasi al livello di Jason Statham e Vin Diesel. Quasi. In Taken era Liam Neeson, qui invece è Sean Penn il soggetto dell’operazione-restyling, e come ha scritto il New York Magazine in effetti Sean è molto più adatto al progetto. Lui in tutti i suoi film ha sempre la faccia di quello che potrebbe ammazzare tutti da un momento all’altro, e quindi: perché non farglielo fare per bene, una volta tanto?

Il problema di un film come The gunman è che al giorno d’oggi ci sono in giro un sacco di thriller-tensione-paranoia. E ci sono in giro altrettanti film d’azione pura, stupidissimi ma divertentissimi ed esageratissimi. The gunman vuole essere entrambe le cose, e come spesso succede in questi casi rimane un po’ a metà del guado, né carne né pesce. Peccato.

Comunque Sean è in forma, eh. In forma di brutto.