The informant! Basato su un vero pettegolezzo

di Michele R. Serra

Recensioni
The informant! – Basato su un vero pettegolezzo

I fatti raccontati nel film sono stati mischiati e i dialoghi riscritti. Dunque, ci troviamo davanti a una dramatization, a sua volta ispirata al libro omonimo del giornalista investigativo americano Kurt Eichenwald (arrivato dal New York Times, dice wikipedia). A questo punto, inutile chiedersi quale sia la percentuale di verità storica nella messa in scena di Steven Soderbergh: il risultato è comunque di qualità eccelsa. Quello che ci si aspetta da un regista che aveva iniziato la sua carriera vincendo una palma d’oro a Cannes a soli 26 anni (Sesso, bugie e videotape), e che ultimamente sembrava un po’ perso l’orientamento: una pellicola-fiume sul Che, e subito dopo un quasi-low-budget con la pornostar Sasha Grey, entrambi riusciti solo a metà. Con The Informant! Soderbergh sembra tornare pienamente in controllo del suo cinema: regia chirurgica, per una commedia grottesca travestita – neppure con troppa convinzione – da spy-story. Commedia, già; eppure la tensione spesso prevale, e per lo spettatore arrivare a una risata liberatoria si rivela più difficile del previsto.

Tutte le luci sono puntate sul protagonista, il manager psicotico Mark Whitacre, e Matt Damon non delude le attese: a parte le storie sul suo peso (si è parlato di 13 chili in più per poter interpretare il ruolo), la performance dell’attore è davvero ai massimi livelli. Mai sopra le righe, straordinariamente convincente nel dipingere l’inconsapevole – e lucidissima – follia del suo personaggio. In questo, certamente aiutato dalla sceneggiatura di Scott Z. Burns (suo The Bourne Ultimatum) e dal resto del cast: da segnalare almeno Scott Bakula e Melanie Linskey, capaci di rubare ogni scena in cui appaiono. Non solo per le loro acconciature stravaganti: lui Spock berlusconico, lei in ritardo per la colazione da Tiffany.

Ora, resta solo da chiedersi quale sarà il destino di questa pellicola. Infatti, Soderbergh è famoso per essere un regista bipolare quanto il personaggio di Mark Whitacre: nella sua produzione, cinque film con guadagni superiori ai cento milioni di dollari e altrettanti fiaschi capaci di portarne a casa meno di cinque. Temiamo che The Informant! ricadrà nella seconda categoria, ma pazienza: per quelli che lo vedranno, pur se pochi, godimento assicurato.