The Jim Morrison legacy

di La Redazione

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The Jim Morrison legacy

Non sono bastati 15 milioni di dollari alla Cadillac per avere Break on through in uno spot, semplicemente perché quel pezzo, quelle canzoni erano nate per altri scopi e non per vendere prodotti. 

Il 24 aprile presso l’Università Italiana per stranieri di Perugia John Densmore, fondatore e batterista dei Doors racconterà la verità sul processo che ha trascinato l’eredità di Jim Morrison in tribunale e ha diviso la band in due fazioni: il tastierista Ray Manzarek e il chitarrista Robby Krieger da una parte, lo stesso Densmore e la famiglia di Morrison dall’altra. Una battaglia contro utilizzi commerciali di canzoni senza tempo e certamente “senza marchio”; una causa vinta con fatica e innumerevoli rischi, che ha visto il coinvolgimento di molti dei più grandi interpreti del rock, come Tom Waits e Eddie Vedder, uniti nel difendere la missione dell’autore. 

L’incontro sarà preceduto da proiezione di materiali video e si concluderà con l’esecuzione di “The Celebration of the Lizard”, testamento poetico di Morrison, mai eseguito per intero dal vivo e oggi riproposto straordinariamente in lingua italiana dall’ensemble musicale letterario “Collettivo Ginsberg”

L’evento è ideato e diretto da Giuseppe Sterparelli mediatore dell’edizione italiana dei due memoir di John Densmore (The Doors, Arcana, 2013, Riders on the storm, Arcana, 2011) per Alive music festival e Perugia 2019, città finalista alla candidatura di capitale europea della cultura. L’ingresso è gratuito.

JOHN DENSMORE. È stato il batterista dei Doors dal 1965 al 1971. Negli anni seguenti si è occupato di danza, teatro e produzioni musicali d’avanguardia. Ha diretto e prodotto diversi video sui Doors ed è stato consulente di Oliver Stone per la sceneggiatura del film-biografia The Doors. Il suo memoir sul processo è stato pubblicato in italiano da Arcana nel 2013. Vive a Los Angeles con la famiglia.

«Per quanto si tratti di qualcosa a cui non mi piace pensare, ci sarà un giorno in cui io sarò una rockstar defunta. Posso solo sperare che nella mia inevitabile assenza ci sia qualcuno con l’integrità e i princìpi del signor Densmore, una persona che custodisca l’eredità spirituale che il nostro gruppo si possa essere lasciata alle spalle.» EDDIE VEDDER

«John Densmore ha ripetutamente protetto la sua band e il suo retaggio spirituale in circostanze in cui sarebbe stato molto più semplice non fare assolutamente nulla e incassare un assegno in cambio della passività.ANTHONY DECURTIS, DIRETTORE DI «ROLLING STONE»