The Last Duel è troppo medievale, e non abbastanza

di Redazione Smemoranda

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Che il medioevo non fosse proprio rose e fiori, lo sapevamo. Però vedere quell’inferno sullo schermo, per due ore e mezza, in pratica fa sì che quando si riaccendono le luci… è inevitabile pensare che tutto sommato il mondo di oggi non è malaccio, malgrado tutto. Dopo aver visto tutto The Last Duel di Ridley Scott, i flagelli moderni vi sembreranno una passeggiata di salute, al confronto con la vita da cavernicoli pazzi che facevano nel medioevo. Qui in particolare, si parla del Medioevo francese.

Che poi è strano, questo medioevo francese: hanno tutti delle facce molto poco francesi, sembrano tutti delle star del cinema americano. Vediamo un po’: Matt Damon, Ben Affleck, Adam Driver

La storia di The Last Duel

The Last Duel racconta – si capiva dal titolo – la storia dell’ultimo duello della storia della cavalleria francese, quando il cavaliere Jean de Carrouges difese nell’anno 1386 l’onore della moglie Marguerite, in uno scontro all’ultimo sangue contro lo scudiero Jacques LeGris. Perché i due erano arrivati all’idea così estrema di lottare fino alla morte? Presto detto: De Carrouges accusava Le Gris di avere violentato sua moglie.

Il duello è ovviamente il finale della storia, ma il grosso del film ci racconta come i tre personaggi arrivino a quel momento. E il film è diviso in tre parti uguali: una scritta da Matt Damon per il suo Jean de Carrouges, una scritta da Ben Affleck per Adam Driver che fa Jacques le Gris, e una scritta dalla sceneggiatrice e regista Nicole Holofcener per il personaggio di Marguerite de Carrouges, interpretato da Jodie Comer. Tutti e tre danno la loro versione dei fatti, ma il film ci dice espressamente che la verità è quella raccontata dalla donna. E comunque le tre versioni non sono poi così diverse. Tanto che quando arrivi intorno alla seconda ora di film ti chiedi come mai Ridley Scott abbia deciso di mostrarci le stesse scene due, o perfino tre volte di seguito.

Oltre al duello c’è di più?

Certo, è un grande spettacolo hollywoodiano, pieno di guerre medievali, spade, asce, armature, frecce infuocate. Però oltre a questo vorrebbe fare anche riflettere sulla violenza dell’uomo sulla donna, sul come sia radicata da millenni, sul come le donne possano reagire. Ma questo discorso, che già era difficile da fare, intendiamoci, si perde completamente, e il film riesce nell’impresa di essere troppo medievale per i nostri tempi, e allo stesso tempo troppo moderno per essere convincentemente medievale. Poi per carità, il duello in sé non è mica male. Peccato che al cinema non c’è il tasto avanti veloce.