The Mandalorian, il western stellare in streaming

di Michele R. Serra

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The Mandalorian, il western stellare in streaming

In mezzo alla situazione allucinante che stiamo vivendo, c’è qualcosa che non si ferma: i servizi di streaming. Sono già diversi quelli che ci aiutano a passare il tempo in questi giorni, tra poco se ne aggiungerà un altro: Disney+, che sarà disponibile anche da noi a partire da martedì prossimo.

Disney+ VS Netflix, prezzi e contenuti

Prima di parlare di contenuti, andiamo sulle cose concrete. Sappiamo che costerà meno del suo principale concorrente Netflix (5, 6 euro al mese contro un minimo di 8), peraltro offrendo da subito video in alta risoluzione che Netflix con l’abbonamento base non offre. Bisogna vedere però se la famiglia media vorrà aggiungere anche l’offerta Disney a una libreria di contenuti che è già piuttosto ricca con i servizi che già ci sono: oltre ai già citati, ci sono TimVision, Chili, Infinity, NowTV, e soprattutto cose tipo Amazon Prime video e Apple TV. Non è un caso che i colossi dei video in streaming portino i marchi delle società americane più ricche del mondo: entrare in questo mercato è incredibilmente costoso. Lo può fare la Disney, perché ovviamente è lo Zio paperone del mercato mondiale, e quindi se lo può permettere. Ma comunque è un grande investimento.

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I soldi non sono secondari, quando si tratta di produrre serie come The Mandalorian o The Get Down, per dirne una di Netflix. Disney nel 2019 ha speso quasi 30 miliardi di dollari per produrre contenuti. Certo ci sono dentro anche i film, però anche quelli ormai sono parte integrante di un’offerta streaming. Netflix ne ha spesi 15. Miliardi. Sono cifre giganti. Sono l’equivalente di una legge di bilancio dell’Italia intera. Soprattutto, questi contenuti sono un pezzo importante del nostro immaginario: industria, soldi, storie e sogni sono davvero intimamente collegate. Non si può parlare solo di una cosa senza l’altra.

E adesso parliamo di The Mandalorian

Si sente spesso dire che ah, ormai le serie televisive sono meglio del cinema. Perché, ah, la scrittura, la possibilità di creare personaggi più realistici e destinati a evolversi con il tempo, menate di questo genere. The Mandalorian invece è una serie che ci ricorda che un telefilm è soprattutto grande intrattenimento. Non stupisce che da quel punto di vista sia riuscitissimo, perché è opera di uno showrunner come Jon Favreau, cioè l’uomo che ha praticamente inventato la Marvel al cinema: Jon è il regista che ha girato il primo Iron Man, cioè il film che ha gettato le fondamenta di quel successo mostruoso. L’idea dietro The Mandalorian è quella di mettere insieme il metodo Marvel e quello Star Wars, perché insieme a Jon Favreau c’è il regista Dave Filoni, che tutti i fan di Guerre stellari conoscono come regista delle versioni animate della saga, le Clone Wars e la serie Rebels. E allora, forse, visti i nomi in campo c’era da aspettarselo. Ma The Mandalorian rimane un godimento.

The Mandalorian è un western con i laser

Intendiamoci, qui non siamo dalle parti della grande arte. The Mandalorian è un ingranaggio di una grande macchina commerciale ormai lontano dalla genialità rivoluzionaria che aveva animato le origini della saga, George Lucas, il 1977, eccetera. Detto questo, rimane un pezzo di televisione che può tirare dentro qualsiasi tipo di pubblico e qualsiasi fascia di età. Ovvio che se vedete solo film di Werner Herzog, magari non corrisponde proprio ai vostri gusti… peccato che poi Herzog te lo ritrovi nel telefilm, che fa il cattivo. E allora capisci che The Mandalorian tiene insieme tutto: è breve (durata sotto i 40 minuti), è divertente, è pieno di azione e con effetti speciali non solo credibili e costosi, ma anche giusti – perché le astronavi sono moderne, ma anche giocattolose, così come le creature, che restituiscono sempre un feeling anni Settanta. A dire il vero, tutta la serie sembra essere un grande omaggio agli spaghetti western di quell’epoca. Cioè se togliete i blaster e gli speeder, e al loro posto mettete pistole e cavalli, più o meno la formula di base è quella. Poi, intendiamoci, è puro Star Wars, ma può essere goduto anche da chi non ha mai visto neanche un minuto della saga. Ammesso ovviamente che uno o una così, da qualche parte nel mondo, esista.