The Regal

di L'Alligatore

Recensioni
The Regal

Secondo magnifico disco dei The Regal, terzetto toscano di autentico indie-rock. Fatto con la calma e riflessioni giuste, è un album ottimo da ascoltare in auto (e in qualsiasi altro contesto dove sia indispensabile la rilassatezza, tipo in sala operatoria). L’abbiamo ascoltato salendo l’Italia in autostrada di ritorno dalle nostre vacanze al mare, mai scelta è stata più azzeccata per una colonna sonora da viaggio (in particolare da Livorno a Roncobilaccio).

Dieci pezzi rock al confine con il folk-rock, uno più dilatato dell’altro. Tra i miei preferiti “Bomb of peace” perché si sente che è un pezzo di autentico rock artigianale (i fans di Springsteen apprezzeranno), “Kimera” per il ritmo poetico (ispirata dai versi del grande Dino Campana, sempre apprezzato dai rocker italici), “Modern warrior” per le parole giuste, lo scacciapensieri, il banjo, un’intensità che ricorda il miglior Dylan … e poi il passo felpato semplice e diretto di “The machine”, l’atmosfera onirica e dilatata/dilatante del pezzo che chiude degnamente l’album, “The house on the tree”.

“Il cd non è un concept” mi ha detto Andrea Badalamenti, cantautore della band, “ma tutte le canzoni sono legate da un messaggio chiave: il risveglio dell’essere umano. Dall’oppressione del sistema moderno, dalla burocrazia dilagante, all’incapacità nelle relazioni, questi sono alcuni temi contenuti nel disco e sappiamo benissimo che cosa sono, le conosciamo queste sensazioni, ma non riusciamo a cambiare le cose perché fondamentalmente siamo noi stessi a dover cambiare.” Condivido e apprezzo.