The Spirit

di Michele R. Serra

Recensioni
The Spirit

Frank Miller è stato il più grande disegnatore di fumetti americano negli anni Ottanta: le sue storie erano pugni nello stomaco, e lui un vero iconoclasta che distruggeva i supereroi e intanto giocava con i generi classici della narrativa popolare made in usa. Oggi fa il regista, e francamente sembra che il cinema gli abbia dato un po’alla testa, e l’abbia fatto diventare un fighetto più attento alle apparenze che ai contenuti. Almeno, questo è quello che viene in mente andando a vedere il suo ultimo film The Spirit.

L’ultimo? Bè, in realtà si tratta della prima vera fatica cinematografica “in solitario” di Miller, perché lui ha sì debuttato dietro la macchina da presa con un capolavoro come Sin city, ma lì ad aiutarlo c’era Robert Rodriguez. Quindi questo è il primo film totalmente milleriano, e curiosamente è tratto da un fumetto non suo.

The Spirit è stato creato infatti negli anni 40 da Will Eisner, vecchio maestro dei comics americani morto nel gennaio 2005. Nel fumetto di Eisner, Spirit è un detective che viene creduto morto durante un azione di polizia: in realtà, sopravvive e torna a combattere il crimine come giustiziere mascherato & solitario. Nel film, Miller fa diventare il personaggio da una parte più oscuro e dall’altra più tamarro, aggiungendo qualche particolare fantascientifico alle sue origini.

Quello che colpisce subito di The Spirit è il look molto (ma molto) simile a quello di Sin City, bianco e nero netto spezzato da qualche spruzzo di colore, con molte scelte di inquadrature e montaggio che rincorrono il linguaggio del fumetto. Il problema è che, nella pratica, il regista sembra sempre impegnato a costruire queste immagini bellissime da vedere (per carità!), ma se ne frega di mettere insieme una storia che possa risultare interessante per lo spettatore.

Frank Miller ha preso uno dei suoi fumetti preferiti e l’ha trasformato in un film usando l’idea estetica alla base della pellicola di Sin city. Peccato che il mix alla fine non funzioni, e tutta la pellicola così diventa un po’ uno spreco: del materiale originale, degli effetti speciali e degli attori, da Samuel Jackson a Scarlett Johansson, che tuttavia sembrano divertirsi molto a gigioneggiare nei panni di improbabili supercriminali.