Thor: The dark world

di Michele R. Serra

Recensioni
Thor: The dark world

Tra tutti gli attori che fanno i supereroi, Chris Hemsworth è uno dei più credibili. Al di là del fatto che è australiano e mica nordeuropeo, sembra nato per recitare nel ruolo del dio del tuono: gigante, capello biondo lungo, muscolatura mega potente. Però non è stato (solo) lui a decretare il successo del primo film su Thor, ma anche altri fattori: Thor è stato un tassello fondamentale per costruire l’universo Marvel al cinema, è stato il trampolino di lancio che ha portato verso The Avengers – I Vendicatori. E poi c’era il regista Kenneth Branagh, che oltre agli effetti speciali riusciva a costruire momenti di vera commedia: il primo Thor era uno dei film più divertenti della storia Marvel recente, insieme ovviamente ai vari Iron Man. Dunque.

Il secondo film si intitola Thor: The Dark World, non è uno snodo fondamentale dell’universo Marvel al cinema e non ha Kenneth Branagh. Però per fortuna ci si diverte lo stesso.

Alan Taylor è il regista del nuovo Thor: il nome ci dice poco, non ha diretto molti film fino adesso (forse vi potreste ricordare Palookaville con Vincent Gallo). La maggior parte della sua esperienza però l’ha fatta in televisione, e ultimamente ha diretto alcuni episodi della prima e della seconda stagione del Trono di Spade. Quindi: fantasy a manetta. e infatti questo film è una specie di mega blockbuster a metà tra fantasy e fantascienza. cioè astronavi più gente che spara fulmini dalle mani.

C’è una parola inglese: camp. Per intenderci, indica quel genere di kitsch fine anni Settanta, primi Ottanta… alla Flash Gordon. Ecco, lo stile di Thor The Dark World a tratti è un po’ camp. E poi c’è l’ingenuità della trama, piena di buchi logici e di cose che succedono semplicemente perché devono succedere. Però l’ingenuità non è sempre un fatto negativo.

Dopo una prima mezz’ora di spiegoni, il film diventa genuinamente divertente, pieno di gag, battute, momenti. Chiaro poi che mancano alcuni elementi, tipo un villain vero. Qui ci sono solo elfi oscuri, i classici alieni con le orecchie a punta che vogliono distruggere l’universo senza alcun motivo (se non a causa della loro infinita malvagità).

Thor: The Dark World non è mica un capolavoro. Però ridi, segui l’azione, e soprattutto entri mani e piedi nel tema centrale del film, cioè il rapporto tra i due fratelli Thor e Loki: il figliol prodigo da una parte e la pecora nera dall’altra. Punto importante, molto più della storia d’amore con Natalie Portman. Loki dà vero spessore al film, e Tom Hiddleton che lo intepreta gioca a far appena trapelare la follia nel suo sguardo. Anche sotto Natale, meglio i cattivi.