Recensioni
Thor

Ci sono alcuni supereroi più facili. Tipo: l’Uomo Ragno sta a New York, Devil pure, Hulk gira per i deserti americani… insomma, tutte ambientazioni realistiche. Thor invece è un problema, perché non è solo un supereroe. Thor è un Dio, vive in una città celeste chiamata Asgard e la maggior parte delle sue avventure si svolgono in pazze terre fantasy. O nello spazio. Ecco il primo problema che si è trovato davanti Kenneth Branagh, il regista incaricato di portare Thor sullo schermo.

Dunque, come fare ad avvicinare questo Dio nordico al ragazzo medio che va a vedersi due ore di film al cinema? Bè, Branagh usa un trucco molto semplice, di quelli che tornan sempre buoni. Funziona così: Thor sarà anche un Dio, ma i suoi problemi stanno per la maggior parte infamiglia. Come i nostri. E infatti, Thor ha un rapporto difficile con il fratello (il dio Loki) e con il padre Odino (che è anche re di tutti gli dei di Asgard).

Già: Thor è un giovane e potente Dio, destinato a diventare re di Asgard per diritto di nascita. Ma è un po’ troppo arrogante e impetuoso, rischia di mettere in pericolo il suo popolo. Così Odino lo esilia sulla Terra, e gli toglie pure i poteri. Giusto per dargli una lezione.
Purtroppo, nel momento in cui Thor cade sulla Terra, anche il film cade con lui. Mentre le sequenze ambientate ad Asgard hanno il giusto fattore “wow”, fanno sgranare gli occhi, quelle sulla Terra si riducono a una serie di gag poco originali del classico genere “pesce fuor d’acqua”. Ah, c’è anche la storia d’amore, non ci facciamo mancar niente.

Kenneth Branhagh è un regista molto bravo a scegliersi e a dirigere gli attori, e anche questa volta il cast si dimostra all’altezza: Anthony Hopkins e Natalie Portman, ok, ma c’è anche il protagonista Chris Hensworth, e non si può certo dire che gli manchi il fisico del ruolo. Australiano, ma di aspetto estremamente nordico, è così pompato da fra invidia a tutti noialtri normali. Sarà il nuovo Hugh Jackman? Vedremo, vedremo. Intanto lui oltre ai muscoli, ci mette anche un’ottima performance. Convincente.

Un film riuscito a metà, il Thor di Kenneth Branagh, stranamente più credibile nella parte cosmica che in quella terrestre. Eppure i fan usciranno con il sorrisone stampato in faccia, ben consci del fatto che questo era solo l’antipasto, in attesa dei Vendicatori che arriveranno nel 2012.