Da Oscar: Titanic

di Michele R. Serra

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Come Titanic, dopo Titanic, non c’è stato niente: e forse nemmeno prima. Solo due film hanno incassato di più (Avatar e Avengers: Endgame); solo altri due film hanno preso altrettante nomination agli Oscar (14: Eva contro Eva e La La Land); solo altri due ne hanno poi vinti altrettanti, di Oscar (11: Il Signore degli AnelliIl ritorno del re e Ben-Hur); pochissimi altri fanno così parte del nostro immaginario. Nessun altro è così tante grandi cose tutte insieme.

Si fatica a trovare qualcuno che non conosca i nomi dei protagonisti, gli attori che li hanno interpretati, quella canzone di Celine Dion, almeno due o tre frasi e scene famose. Nessuno che non si sia mai fatto qualche domanda: lui forse alla fine ci sarebbe stato, insieme a lei, su quel maledetto pezzo di legno, no? Di spazio ce n’era, dai.

La prima del film fu nel novembre 1997 in Giappone, e il New York Times scrisse che l’accoglienza fu “tiepida“. Anche alcuni cinema all’inizio si lamentarono: il film era così lungo che toglieva tempo e proiezioni agli altri.

Ovviamente, poi ogni critica fu travolta dal successo. Negli Stati Uniti fu il film più visto per 15 settimane consecutive: gli adolescenti tornavano a vederlo due, tre, quattro volte. Si usava ancora la pellicola e la Paramount dovette mandare alcune copie sostitutive ai cinema, perché quelle vecchie si stavano consumando.

E dunque, perché la storia del Titanic ci piace tanto? Forse perché rappresenta la fallibilità del progresso tecnologico che ci fa paura: siamo noi umani i re del nostro mondo, ci prendiamo gioco della natura, la pieghiamo al nostro volere, finché non arriva la tranvata a ricordarci che siamo solo parassiti sulla superficie del pianeta che possono venir spazzati via, poco più che forfora sulle spalle del mondo. Ok, forse questo paragone non è dei più romantici.

La storia di Titanic

Come per tanti film che poi diventano pezzi di storia, anche intorno a Titanic c’erano molti dubbi. James Cameron, che lo diresse, arrivava da film importanti, ma diversi (Terminator e Aliens – Scontro finale); Leonardo DiCaprio e Kate Winslet (Jack e Rose) avevano da poco compiuto vent’anni; il film era costato più di ogni altro fatto fino a quel momento: circa 200 milioni di dollari senza contare le spese di promozione; più di quanto, con i dovuti calcoli dell’inflazione, era costato il vero Titanic.

Cameron voleva fare un film sul Titanic da quando nel 1985 il relitto era stato ritrovato sul fondo dell’oceano. Per presentare la sua idea, mostrò ad alcuni produttori un’immagine del Titanic che affondava e disse cinque parole: «Romeo e Giulietta, ma qui». Nonostante l’efficace sintesi, Cameron ha raccontato che fece fatica a convincere i produttori che «una storia epica e romantica di tre ore» (il film dura 194 minuti) fosse la cosa gusta su cui investire 200 milioni di dollari nel 1997. Fece fatica anche perché i suoi piani prevedevano, come poi ha fatto, di andare davvero in mezzo all’oceano e riprendere il vero relitto del Titanic.

La produzione di Titanic

Dopo aver pensato alla storia, Cameron pensò agli attori: si dice che, tra i tantissimi che provarono ad avere quelle parti, quelli che ci arrivarono più vicino furono Matthew McConaughey e Gwyneth Paltrow. Scelti invece Winslet e DiCaprio (che all’inizio era titubante), Cameron si dedicò al Titanic: fece costruire su una spiaggia del Messico una cisterna che conteneva circa 76 milioni di litri d’acqua, e dentro ci ricostruì il 90 percento del Titanic. Le riprese – fatte anche altrove – iniziarono nel settembre 1996 e finirono sei mesi dopo. Prima delle riprese, Cameron studiò tantissimo: si dice che sul set parlò con almeno un centinaio di comparse (sulle circa mille totali) e a ognuno diede una backstory (un nome, un cognome e un lavoro per il loro personaggio, e un passato prima del breve momento in cui lo si vede nel film).

Tutto questo lavoro fruttò il record assoluto della storia degli Oscar: film, regista, fotografia, scenografia, costumi, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, effetti speciali, colonna sonora e canzone. Gli attori, no. DiCaprio nemmeno fu nominato e Winslet perse contro la Helen Hunt di Qualcosa è cambiato. Oltre a quello sui numeri, il film ha altri due record da Oscar: fu il primo Miglior film a essere prodotto, diretto, scritto e pure montato da un’unica persona, e fu il primo per cui due attrici che interpretavano lo stesso personaggio (Kate Winslet per Rose giovane e Gloria Stuart per Rose anziana) furono entrambe nominate.