Tokyo Alien Bros non è fantascienza

di Michele R. Serra

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Manga di fantascienza? Insomma. Con Tokyo Alien Bros – appena tornato in libreria e fumetteria sotto forma di cofanetto – siamo effettivamente dalle parti della fantascienza, ma non quella di X-Files, non quella di E.T., non quella di Star Wars.

Tokyo Alien Bros si svolge nel nostro mondo, nei nostri tempi, come si capisce dal titolo nella capitale del Giappone, e in mezzo a persone normali. Normali tranne i due protagonisti, che sono in effetti due fratelli alieni travestiti da umani. Anzi, uno dei due dice proprio all’altro: “Questo è il mio cosplay da umano”. I fratelli sono in missione per conto del loro popolo, che vuole ovviamente invadere la Terra, ma non con metodi cruenti: no, la loro idea è quella di sostituire gli umani, infiltrandosi un po’ alla volta.

Problema: uno dei due fratelli, che dovrebbe essere l’esploratore andato in avanscoperta per studiare gli umani e capire quale sia il metodo di invasione migliore, bè… a lui gli umani piacciono molto, e si diverte un sacco sulla terra, a osservare quegli esserei assurdi. Quindi, com’è facile capire, alla fine il centro del discorso di Keigo Shinzo – autore di questo Tokyo Alien Bros – è semplicemente l’osservazione dell’uomo, visto con occhio esterno, alieno (appunto). La storia non parla tanto di extraterrestri, quanto di terrestri.

I due fratelli ci mettono poco a capire che gli umani sono pieni di pensieri strani e orrendi, che si tormentano per i motivi più assurdi. Ah, e poi uno dei due è particolarmente attratto dal genere femminile, e arriva subito alla conclusione che chi conquista una donna conquista il mondo. Forse è meglio rimanere sulla terra con i terrestri. E le terrestri…

Tokyo Alien Bros è pubblicato da Dynit