Tomorrowland

di Michele R. Serra

Recensioni
Tomorrowland

Faccio presente che Brad Bird è uno dei miei registi preferiti della Hollywood contemporanea. Perché ha girato tre cartoni animati bellissimi, tre capolavori come Il gigante di ferro, Gli incredibili e Ratatouille. E poi quell’incredibile Mission Impossibile – Protocollo fantasma, che se l’avete visto sicuramente ve lo ricordate. O almeno vi ricordate Tom Cruise appeso al centocinquantesimo piano del grattacielo più alto di Dubai, e poi la tempesta di sabbia… Wow. Comunque. Tutto questo per dire che l’idea di un film di Brad Bird e di fantascienza sembrava perfetta. Le aspettative erano alte.

Il film si intitola Tomorrowland, e non è un caso che sia un film della Disney. Tomorrowland non è quel festival di musica elettronica dove non riesci a ballare perché sei in mezzo a troppi belgi, olandesi e tedeschi seminudi e ubriachi. Tomorrowland, questa, è un pezzo della Disneyland originale, il parco divertimenti aperto da Walt Disney nel 1955 in California. In quella parte di parco, il vecchio Walt aveva immaginato come sarebbe stato il mondo nel lontano futuro. Lontanissimo. Precisamente, nel 1986. Poi il 1986 è arrivato, ed è venuto fuori che la gente non andava in giro con le tute spaziali al posto dei vestiti e i razzi al posto delle auto… ma insomma, il punto è che lo stile di Tomorrowland, il film, è quello lì: una fantascienza tutta piena di colori e con un gusto retrò. Ma non troppo, che siamo pur sempre nel 2015. Ah, in mezzo c’è anche George Clooney.

L’idea di Tomorrowland è quella di una città fantastica in cui tutto diventa possibile grazie al progresso scientifico velocissimo, dovuto al fatto che in quella città risiedono tutte le migliori menti della Terra. Certo, ci sarebbe da discutere su quanto sia inquietante questa idea, soprattutto perché non si sa bene chi decide quali siano le menti migliori. Un supercomputer, lo decide? Bè, è ancora più inquietante. Però non è il caso di preoccuparsi troppo dei significati secondi, perché in fondo la cosa più importante in un film come questo è la costruzione di un mondo. Se funziona quella, funziona tutto.

Peccato che no, dentro Tomorrowland non funziona tutto: grandi idee sembrano sottosfruttate, grandi effetti digitali hanno dentro poco calore. Mi rendo conto che siano critiche un po’ astratte, ma è proprio il film che sembra astratto, un insieme di slanci poetici che alla fine risultano un po’ vuoti, generici. Qualcuno rimarrà comunque catturato dalle visioni del regista, ma Tomorrowland sembra fasullo come i pupazzi animati delle attrazioni di Disneyland.