Se non avete ancora guardato Tredici, è ora di rimediare

di Valerio Fiormonte

Attualità - News

Ciao, sono Hanna.. Hanna Baker.
Inizia così la prima delle sette cassette (ognuna con due lati, tranne l’ultima, quindi tredici registrazioni) che danno il nome a Tredici (13 Reasons Why), la serie tv disponibile in tre stagioni sulla piattaforma di streaming Netflix. Se non l’avete ancora vista è tempo di rimediare, tanto di tempo ce n’è in abbondanza in questi giorni di chiusura forzata delle scuole per il coronavirus

Da non perdere soprattutto la prima stagione, acclamata dalla critica e vincitrice del Premio Media Young ai Diversity Media Awards 2018. Ed è proprio su questa che voglio concentrarmi. Per me la stagione 1 di Tredici – 13 Reasons Why vince con un voto di 5 su 5 non solo per l’originalità e la coerenza della trama (anche perché molti avvenimenti sono abbastanza stereotipati), ma merita il massimo dei voti per il coraggio e la bravura nel denunciare e rendere alla perfezione i temi come il revenge porn, il bullismo, lo stalking, la solitudine, il tradimento, la violenza.

I protagonisti sono Clay Jensen (Dylan Minnette), un adolescente della Liberty High School, e Hanna Baker (Katherine Langford), una sua coetanea che si è tolta la vita. Come “eredità”, la ragazza ha lasciato delle registrazioni in cui racconta i tredici motivi che l’hanno spinta a questo gesto estremo: “e se tu hai queste cassette è perché sei uno dei motivi: non ti dirò in quale cassetta comparirai, ma non temere, se hai ricevuto questa simpatica scatola il tuo nome spunterà fuori, te lo assicuro.”

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Perciò, le cassette non hanno lo scopo di essere una denuncia o di venire divulgate: sono semplicemente un modo per far sentire ancora più di mer.. male, le persone che le giravano intorno prima che si suicidasse. L’ultimo ad ascoltarle è, appunto, Clay, che rivive i momenti più belli e più brutti della sua amica, dal suo arrivo nella nuova scuola fino al tragico finale.

La vera originalità e la vera importanza di questa serie TV sta nel fatto che, indipendentemente dal contenuto, ogni cassetta (e quindi ogni episodio) è in realtà il racconto di un tema di grande rilevanza sociale, soprattutto nella sfera adolescenziale, con l’obiettivo di sensibilizzare. La storia di per sé può non piacere, possono non piacere gli attori, ma il modo in cui ci trasporta nella mente della ragazza è impareggiabile. Ci fa rendere conto di quanto dietro ogni persona c’è un mondo che non conosciamo e che va rispettato.

Il mondo purtroppo è pieno di persone come il personaggio di Hanna Baker. Persone abbandonate, umiliate, che subiscono o hanno subito diversi tipi di violenze. Ma il silenzio non serve a nulla, perché in ognuna di queste situazioni non fa altro che alimentare il dolore. “Silence like a cancer grows”, cantavano Simon & Garfunkel. Ma è ora di smetterla di stare zitti, e di alzare la voce su ogni ingiustizia che riceviamo. Esattamente come ci ha insegnato 13 Reasons Why.

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I grandi temi di Tredici: le cassette di Hanna Baker

Cassetta 1, parte A
Nella prima cassetta il tema è il revenge porn, o “vendetta porno”, un reato disciplinato in numerosi paesi quali Australia, Germania, Israele, Canada, Regno Unito e la maggior parte degli USA. Questo consiste nel condividere pubblicamente immagini e/o video intime di qualcuno su Internet senza il suo consenso.

Cassetta 1, parte B/Cassetta 4, parte A/Cassetta 5, parte B
I temi di queste tre registrazioni sono l’abbandono e la solitudine. Possono avere varie forme, ma qui nello specifico ci si sofferma sulla variante dell’amicizia. Quanti di noi hanno amici storici che, dopo essersi fidanzati, sono letteralmente spariti? Questo genera sicuramente una forte rabbia, perché l’amicizia dovrebbe essere un pilastro immutabile, indipendente dall’ingresso di altri nelle nostre vite.. eppure è così, soprattutto da adolescenti, quando nascono i primi amori non si hanno occhi se non per il fidanzato/a. Questo genera negli amici “abbandonati” un forte e comprensibile senso di solitudine, ma contemporaneamente, col tempo, aiuta anche a capire chi merita di stare al nostro fianco e chi no.

Cassetta 2, parte A/Cassetta 3, parte B/Cassetta 4, parte B
In queste tre cassette si pone l’accento sull’umiliazione, legata al bullismo, probabilmente tra i temi più importanti per qualsiasi adolescente. L’umiliazione si può sviluppare in vari tipi, tra cui l’etichettatura, il bullismo di gruppo e la diffusione di segreti. A scuola avrete sicuramente avuto a che fare con persone che sono considerate all’unanimità secondo una caratteristica: c’è il bello/a, il metallaro/a, lo sportivo/a ecc. Quando però la caratteristica assume contorni negativi, entriamo nella sfera dell’umiliazione: ed è allora che ci troviamo di fronte a “quello che non si lava mai”, “quella con le tette piccole”, “quello coi brufoli”; tutte etichettature che non fanno altro che distruggere l’autostima della persona colpita. Stessa cosa il bullismo di gruppo, un fenomeno tristemente noto anche nel nostro Paese (anche se, forse, molto di più negli USA): violenze nei bagni, minacce, ricatti, che il più delle volte per paura non vengono denunciati, e se vengono denunciati sono presi sottogamba. La forza del “branco” è quella di attaccare tutti insieme una vittima sola, che anche volendo non potrebbe difendersi. Infine, la diffusione dei segreti, che abbiamo assolutamente tutti (dal più umiliante al più serio) ed è uno dei modi più subdoli per buttare a terra qualcuno.

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Cassetta 2, parte B
Anche il tema dello stalking viene affrontato in Tredici – 13 Reasons Why, seppur in misura più ristretta: quello che trasmette la serie è il non potersi sentire al sicuro perché qualcuno ci segue, ci contatta in maniera molesta, ci fotografa. È una forma di violenza a tutti gli effetti, più silenziosa e meno evidente agli occhi degli altri, ma non è comunque da sottovalutare affatto. L’essere fotografati contro il proprio consenso, che sia in atteggiamenti intimi, nudi o anche vestiti a fare qualsiasi cosa, è un reato. La privacy, soprattutto all’interno della propria casa (nella serie viene violata), è sacra e come tale va rispettata.

Cassetta 3, parte A/Cassetta 7, parte A
Che si tratti di amicizia o di amore, la fiducia deve essere la base di ogni rapporto. Ci sono tanti esempi di tradimento, e probabilmente quello più famoso ed eclatante riguarda l’ambito amoroso: un partner, poco fedele, manca di rispetto e compie un gesto ignobile. Chi viene tradito, subito dopo la rabbia, prova un senso di disagio nei confronti di sé stesso e arriva a chiedersi addirittura se ha sbagliato qualcosa. No, la risposta è no, cento volte no. Il tradimento non ha scuse. Fidarsi è già di per sé un atto d’amore, perché non è un atto scontato: se la fiducia viene totalmente distrutta, non ci sono giustificazioni che tengano.
Il tradimento può anche svelare i segreti/le confidenze di qualcuno, o avere un’amicizia di convenienza.
Nella serie, il tradimento avviene anche da parte di una figura professionale, nello specifico uno psicologo. Immaginate di confidare i vostri problemi, anche molto seri, non ad un amico o ad un partner, ma a qualcuno che è pagato per ascoltarti e soprattutto aiutarti professionalmente: se la sua reazione è sminuire il vostro problema o darvi la colpa, non è forse un tradimento anche quello?

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Cassetta 5, parte A/Cassetta 6 parte B
Tra le tante forme di violenza, una delle peggiori è senza dubbio lo stupro: un gesto animalesco, con tutto il rispetto per gli animali. Forse neanche loro si azzarderebbero a compierlo se si rendessero conto di cosa stanno facendo. Eppure, ci sono esseri umani che in teoria un cervello dovrebbero averlo, ma ciò non gli impedisce di chiuderlo a chiave a prendere polvere chissà dove. Se tutte le forme di violenza e mancanza di rispetto già menzionate possono forse lontanamente trovare delle microscopiche giustificazioni, lo stupro non può. Mai. In nessun caso possibile. È un atto di dominanza primitivo, schifoso, ma soprattutto distruttivo a livello psicologico. In 13 Reasons Why, tutto questo viene, ahimè, descritto veramente in maniera ineccepibile. Guardare entrambi questi episodi lascia un senso di vuoto, tristezza, e disagio, che sono però necessari perché è un tema di cui bisogna parlare, al fine di sensibilizzare il pubblico.

Cassetta 6, parte A
L’ultimo tema non è una violenza e non è una mancanza di rispetto. O forse lo è, ma soltanto nei confronti di sé stessi. Sto parlando del non avere coraggio di esprimere i propri sentimenti. Quante volte avremmo voluto dire qualcosa, ma ci è stato impedito da nient’altro che dalla nostra codardia? Quante volte avremmo voluto prendere quella ragazza, guardarla negli occhi e raccontarle di tutte le farfalle nello stomaco che ci fa venire? E invece no, abbiamo sempre lasciato perdere, finché un giorno non ci renderemo conto di quante occasioni abbiamo sprecato. “Muore lentamente chi evita una passione”, diceva Neruda in una sua celebre poesia. E si muore lentamente, per ogni parola che lasciamo morire dentro di noi per paura delle conseguenze. In 13 Reasons Why, Clay si porterà per tutta la vita il rimorso di non aver detto cosa provava ad Hanna. Non fate lo stesso errore: se amate qualcuno, diteglielo sempre.

 

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