Le cose da fare prima dei 30 anni nel libro de I Trentenni

di Giulia Broglia

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libro-i-trentenni Andrea, Lea e Viola erano amiche inseparabili al liceo, compagne di infinite telefonate, sbronze, giri in motorino senza casco, delusioni d’amore e vacanze di maturità. Hanno condiviso quelle cose che a ricordarle si muore ancora dal ridere, le cazzate, gli errori ma soprattutto le cose importanti, il tutto all’interno di una cornice un po’ glitterata in puro stile anni Novanta.

Ora, che di anni ne hanno più di trenta, si sono un po’ perse di vista, tra le difficoltà e soprattutto la fatica di essere adulti senza averlo ancora realizzato fino in fondo, trovandosi a dover rincorrere un lavoro sfuggente, la vita di coppia, responsabilità in arrivo e inquietudini sul futuro.

All’inizio del libro Andrea è proprio lì, sull’orlo di una convivenza che sembra la scelta giusta ma fa paura, a riordinare la cantina della madre per portarsi via le ultime cose, forse per cercare di prevenire il trauma di tutti i pigri fuori casa, quando scoprono che dopo anni mamma ha osato buttare lo scatolone pieno di cimeli adolescenziali, o venduto su ebay la collezione di fumetti. Tra vecchie lettere e poster di boyband, Andrea trova la vecchia Smemoranda del liceo, quella che si scambiava con Lea e Viola, alta dieci centimetri e farcita di ricordi che aprono pensieri e emozioni incontrollabili, come quelle caramelle fluorescenti che quando si mettevano in bocca cominciavano a frizzare e saltare per tutto il palato.

È bello vedere la Smemo all’incrocio tra quello che si era e quello che rimane, tra passato e presente, aspettative esagerate e idee confuse dell’adolescenza e un pragmatismo a volte un po’ rassegnato della vita adulta.

Nel libro, forse nella vita, le pagine della vecchia Smemo scatenano un vortice di immagini e ricordi, ma anche riflessioni e domande su cosa sia davvero importante nella vita, e in fondo su chi si è veramente.

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La scelta per Andrea a questo punto è una sola: con il suo entusiasmo irruente riesce a ricontattare e le due amiche – con Lea è più semplice, Viola sembra aver cambiato vita e non voler tornare indietro – per mostrare loro il tesoro ritrovato: la lista delle “cose da fare assolutamente prima dei trent’anni” scritta da loro stesse ragazzine. Andrea riesce a convincere le amiche a lasciare le loro vite per qualche giorno e partire, per completare la lista ancora incompiuta, tra concerti di Cremonini ed ex belli della scuola, il tutto rigorosamente senza social network, senza facebook e senza stories, proprio come ai tempi della Smemo, quando si postavano le cose appiccicandole sulle pagine, tra foto, biglietti di concerti, filtri di sigarette insieme a citazioni e frasi di canzoni. Un viaggio per scoprire che le dediche scritte con pennarelli colorati sono più indelebili di tanti status, così come certe amicizie antiche, che non passano mai.

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Forse il senso di questo libro, al di là di un revival in cui è impossibile per una certa generazione non riconoscersi è proprio questo: a volte serve prendersi un momento per aggiustare il tiro, diventare adulti senza perdere la leggerezza, le risate e l’ottimismo di quando si è ragazzi, nonostante i lavori precari, i soldi che non bastano, compagni con ex invadenti, sempre tenendo il diario di sé stessi, perché no ancora sulla Smemo.