Treves Blues Band: 100 di questi 40 (anni)

di La Redazione

Storie di Smemo
Treves Blues Band: 100 di questi 40 (anni)

Fabio Treves da 40 anni suona il blues. Da Lambrate, dalla Milano degli anni Settanta al Delta del Mississippi, ha portato la sua armonica in giro per il mondo e per il tempo. Con l’armonica appoggiata sulle labbra e una band di bluesmen veri ad accompagnarlo.

Fabio è stato il primo musicista-testimonial di Smemoranda, lo conosciamo dai tempi della scuola. Tempi in cui, ricorda lui: “non ero un grande studente, ero abbastanza introverso e molto controcorrente, già allora ero più attento ai classici del Blues che non alle lezioni di latino e greco. Erano anni, i primi Settanta, in cui andavano di moda altri generi musicali: il jazz d’avanguardia, la canzone politica, il progressive rock… Quando parlavi di  blues quasi tutti strabuzzavano gli occhi… Io praticamente ero un emarginato, un povero utopista e sognatore, ma soprattutto un grande cocciuto che aveva una passione per il blues, la musica che è origine di tutto!” Ma pure se i suoi compagni di scuola e poi di vita lo guardavano strano, Fabio non si prendeva male: “Da sempre – dice lui – certa critica ufficiale ha voluto definire il blues come una musica triste, suonata da gente che non aveva soldi, che era disperata perché non aveva più la casa o perché la donna se n’era andata via. Ma il blues non è sinonimo di sfiga o tristezza, anzi. Piuttosto, è voglia di riscatto sociale, è fratellanza, desiderio di pace, lavoro duro ma insieme voglia di divertirsi. Io sono una persona felice, mi piace scherzare, ho l’entusiasmo per le cose che faccio, e mi piace che ai miei concerti la gente si diverta. Nel 1974, quando ho iniziato, mi sentivo un po’ solo e un po’ sperduto, ora i Blues Brothers sono tanti: ci sono molti bei festival blues in Italia e ci sono tanti gruppi giovani. Quarant’anni fa non esistevano rassegne, locali, radio e riviste specializzate, oggi invece il blues lo si ascolta spesso, dovunque.
Ma noi che di blues non sappiamo niente, da dove possiamo iniziare, per ascoltare/capire questa musica? “Vi dico tre pietre miliari: “Hard again” di Muddy Waters (1977, prodotto da Johnny Winter), “Mr. Lucky” di John Lee Hooker (1991) e “Live Jam at Chess” dei Fleetwood Mac (1969).”

Chi invece volesse godersi il blues autentico della Treves Blues Band, può andare al concerto-anniversario 40 anni di blues, che si terrà il 29 novembre all’Auditorium di Milano, in largo Mahler. I biglietti si possono comprare, tra le altre cose, anche online. Noi ci saremo.