Il Trono di Spade a teatro, e non solo

di Redazione Smemoranda

Attualità
Il Trono di Spade a teatro, e non solo

Qual è stato uno dei settori dell’intrattenimento più colpiti dal coronavirus? È stato quello dei grandi spettacoli teatrali. Cioè intendiamoci, tutto il teatro è stato colpito ovviamente, le piccole compagnie in questo momento sono in grande difficoltà, ma non se la passa bene neppure il teatro mainstream, fatto dalle grandi produzioni anglosassoni che partono da Broadway a New York o dal West End di Londra e vengono moltiplicate in tutto il mondo, incassando cifre folli.

Cifre che, ovviamente, fanno gola a Hollywood. Esempio: quando è finita la saga cinematografica di Harry Potter la casa di produzione ha fatto carte false per convincere JK Rowling a scrivere un dramma teatrale, che poi è diventato uno spettacolo. Ecco, Harry Potter e la maledizione dell’erede negli ultimi cinque anni ha incassato 150 milioni di dollari in tutto il mondo, che magari rispetto a quello che hanno tirato dentro libri e film non è tantissimo, ma è comunque una cifra non proprio da ignorare ecco. Conta anche che nell’ultimo anno non è andato in scena, se no sarebbe già ben oltre i duecento milioni. Quindi il teatro è anche business, un business importante.

E qui arriviamo invece al Trono di Spade, perché la notizia è che George R. R. Martin, l’autore della saga, sta lavorando proprio a uno show teatrale che dovrebbe debuttare nel 2023, quindi quando tutti speriamo che saremo già tornati nei teatri e nei cinema più o meno normalmente (diciamolo a bassa voce per scaramanzia). Lo spettacolo sarà un prequel ambientato 16 anni prima dell’inizio della serie del Trono di spade, e quindi saranno ripresi diversi personaggi conosciuti.

Ma voi che siete fan di Game of Thrones probabilmente avrete molte altre cose da vedere nei prossimi anni, perché la realtà è che l’industria, la Warner Media in questo caso, vuole che il mondo del Trono di Spade diventi qualcosa tipo l’Universo Marvel, cioè tutta una saga che continui, per ora almeno in televisione con una serie di spin off. Quindi esattamente lo stesso percorso che sta seguendo dall’altra parte la Disney con i supereroi. Attualmente lo scrittore ha un contratto di cinque anni con il canale televisivo HBO, che ha un valore (secondo l’Hollywood Reporter) di “eight figures”, cioè una cifra per intenderci che va dai dieci ai 99 milioni di dollari. Fosse anche meno della metà, bè, sarebbe abbastanza per scatenare in noi una certa invidia.

Quindi, non sappiamo come finiranno questi progetti di George,  ma speriamo meglio di quello che prevedeva di scrivere il sesto capitolo, il sesto libro della sua saga. Perché quello sono dieci anni che ce l’ha lì in lavorazione e ancora non si è visto. È tipo la barzelletta del mondo dell’editoria americana. Vabbè, comunque noi vogliamo bene lo stesso a George Martin, che ha anche detto che durante il lockdown era “molto ispirato” e ha scritto un sacco. Boh, speriamo. Qualsiasi sia il risultato, sarà sicuramente meglio di Tenebre e Ossa