Udinese –Milan

di Luca Maria Palladino

Storie di Smemo
Udinese –Milan

Ieri sera, sprofondato su una poltrona che ho ereditato da una precedente inquilina, mi sono visto l’anticipo infrasettimanale della serie A: l’Udinese ospitava il Milan in casa sua, al Friuli. Molto spesso nella vita succede di usare il tempo a disposizione in modo inappropriato, un po’ come quando entri ad un vernissage, in barba alle considerazioni del signor Luigi, il quale amava suggerire all’interlocutore che lo sperpero è più che turpe, è turpissimo. Ma il cervello, come si sa, è pigro e tanto basta a scagionarci.

Per quanto riguarda la partita tra Udinese e Milan, invece, c’è da registrare il ritorno al gol di Mario Balotelli con una punizione magistrale: una sventola da non so quanti metri all’incrocio dei pali, uno squisito gesto tecnico. Una punizione eccellente come l’antipatia che solo lui sa suscitare. Mario Balotelli è il giocatore più fischiato d’Italia. Se non mi sbaglio, la statistica dice che gli italiani sono i più razzisti d’Europa, bisogna pur dare il giusto peso ai numeri. Tuttavia, non penso che il pubblico fischi Balotelli solo perché è negro, quello semmai è una aggravante per il pubblico nostrano. Mario Balotelli è il giocatore più indisponente sulla faccia dei campi di calcio, il suo atteggiamento sul rettangolo di gioco è così irritante che persino San Nicola di Bari, guardandolo giocare, lo fischierebbe. Il suo linguaggio del corpo in campo è così irrispettoso nei confronti degli astanti che non puoi non fischiarlo ogni volta che tocca il pallone, come in effetti succede. A mio avviso, solo Ibrahimović riesce ad essere più provocatorio di Mario Balotelli.

Comunque sia, la gara l’ha vinta il Milan per tre reti a due, con tre gol segnati nel primo tempo: a volte bastano tre tiri in porta per fare tre gol! Nel secondo tempo l’Udinese si è rifatta sotto ed ha quasi pareggiato segnando ben due gol, ad aiutarla ci ha pensato l’allenatore del Milan vestito come un direttore d’orchestra, facendo un cambio insensato. Egli ha tolto dal campo il migliore dei suoi, un terzino destro di diciotto anni e di belle speranze. Lo ha sostituito con un centrale brasiliano sovrappeso, spostando a destra un certo Cristian Zapata che stava giocando molto bene in mezzo alla difesa. Non a caso i due gol dell’udinese sono arrivati proprio dal settore destro del Milan, sempre se non mi sono distratto.

Siniša Mihajlović, oltre ad essere, a mio avviso, un allenatore sopravvalutato, è un altro di quei maleducati patentati che si vedono solo sui campi di calcio. Basti ricordare quella scenata che fece la scorsa annata nei confronti di un suo giocatore quando allenava la Sampdoria, un certo Vasco Regini. Il malcapitato era stato incolpato di aver girato troppe volte il culo all’avversario. Del resto, lo sa anche un bambino: mai girare il culo! E’ ben interessante analizzare il perché a volte non puoi proprio fare a meno di “girare il culo”, dev’essere anche questa una ennesima reazione chimica.

Per farla breve, quel giorno ci vollero tutti i panchinari per fermare l’allora allenatore della Sampdoria, il quale era entrato in campo con l’intento di mettere le mani addosso, menare, il suo giocatore. Se la buona creanza è tutto, Siniša Mihajlović è un cafone. E per dire la sincera verià, è proprio inutile che si presenti in campo vestito come un direttore d’orchestra, perché, come diceva un comunista di Controne, un ciuccio puoi pure disegnarlo da cavallo, ma sempre ciuccio rimane..

Per quanto riguarda l’Udinese, sarà meglio che ritrovi in fretta il suo caro vecchio pichichi, il capocannoniere, cioè uno che segna sempre lui: Antonio Di Natale.

Il Milan non meritava di vincere, l’Udinese non meritava di perdere. Questo è il pallone: tre punti per il Milan.