Una ballerina reclama la domenica

di Massimo Vitali

Storie di Smemo
Una ballerina reclama la domenica

dovrei fare un grandissimo reclamo!

Sono una ballerina per passione ma di mestiere faccio la commessa in un supermercato. Vorrei sapere perché, per noi dipendenti dei supermercati, la domenica non è domenica, ma qualsiasi altro giorno della settimana può trasformarsi in domenica. C’è una spiegazione razionale? Si può cambiare questa piaga che sta ormai prendendo piede in ogni supermercato del pianeta? Aiutatemi per piacere, sono stufa di lavorare come un mulo la domenica!

Elena

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Cara Elena,

ci chiedi di intervenire nella millenaria diatriba del tempo libero e del posto di lavoro. Niente di più facile. Accettiamo e raccogliamo la sfida senza scomodare Marx, Smith o Raffaele Morelli.

Siccome il tuo datore di lavoro, al cui confronto Scrooge del “Canto di Natale” di Dickens sembra Britney Spears, pare ignorare la differenza tra  giorno feriale e giorno festivo, una distinzione capitalistica che non fa altro che confondere le idee ai poveri lavoratori come te (che ti senti un mulo) e me (che mi sento una scimmia) ti consigliamo di ripagarlo con la sua stessa moneta.

In un giorno qualsiasi di maggio (mi passi una banana per favore?) offri al tuo datore di lavoro un bel panettone, scaduto, se possibile. Insisti perché (già sbucciata, grazie) lo consumi di fronte a tutti i dipendenti, in segno di affetto e reciproca stima. In inverno fagli trovare invece un gelato purgante al limone sulla sua poltrona di pelle umana. (Sai per caso dove si trova la più vicina gomma di camion appesa a un filo?). D’estate poi offrigli una colomba pasquale mentre in autunno cerca di fargli annusare da vicino le tue calze dopo una sessione di ballo di 7 ore, il 7 ottobre, alle 7 di sera. Prosegui in questo modo per tutti i giorni della settimana di tutto l’anno e vedrai che con l’andare del tempo il tuo capo capirà l’importanza della collocazione temporale dei giorni della settimana.

(Che poi non so te, ma credo che Tarzan abbia nettamente rovinato l’equilibrio politico della nostra società portando usi e costumi che non ci appartengono: reclamiamo anche noi la pausa sigaretta sui set, e siamo stufi di giocare con i touch screen che gli scienziati ci propinano in continuazione negli ultimi anni. Siamo scimmie, mica schiavi. Ridateci le sigarette!)

Cordiali saluti,

Ufficio Reclami ufficioreclami@smemoranda.it

Massimo Vitali