Una dichiarazione in cucina

di Le Brugole

Storie di Smemo
Una dichiarazione in cucina

Lei si chiamava Claudia. Era di poche parole e grandi gesti. Non mi disse mai frasi d’amore. Non mi disse mai nulla in generale. Mi inseguì per mesi col motorino, prese l’appartamento accanto al mio, iniziò a fare pilates nella mia palestra, e cominciò a lavorare nel ristorante dove lavoravo. Continuò a non dirmi una parola anche allora. Metteva le ordinazioni sopra lo stipite della cucina per poi sparire in sala. Cominciai a dubitare della sua reale esistenza, a domandarmi se non fosse frutto della mia immaginazione. Ma la risposta era evidente: c’era, la vedevo uscire di casa e rientrare. Anche se lavoravamo nello stesso posto non abbiamo mai fatto la strada assieme. Quando uscivo di casa sentivo la serratura accanto aprirsi e chiudersi. All’inizio la sua presenza mi confuse, poi mi inquieto’. Col tempo iniziai a farci l’abitudine. Per scoprire come si chiamava frugai tra la sua posta. Ne scoprii il nome. Mi basto’ per poco, iniziai a cercare altre informazioni: dov’era nata, quando, che scuole aveva fatto. Non mi bastava ancora. Cercai informazioni sul suo passato: doveva aveva vissuto prima, città, via, numero di telefono. Iniziai a fare squilli anonimi che sentivo attraverso la parete del muro. Mi accorsi che ero io a inseguirla col motorino. Io seguivo lei che seguiva me. Erano passati ormai sei mesi e non ci eravamo ancora presetate. Poi arrivò quel venerdì. Ero in cucina ad affettare zucchine, quando lei piantò sopra lo stipite delle ordinazioni un biglietto: vorrei uscire con te. La cuoca più anziana si accorse del fatto, lesse il bigliettino ed in cucina tutti iniziarono a pronosticare il fortunato vincitore. Fu allora che alzai la mano io, presa da un moto di orgoglio. Cinque paia di occhi si voltarono verso di me, scoppiando a ridere. – ma e’ femmina- disse la cuoca. – e tu sei femmina- disse il lavapiatti. – e poi non vi conoscete- disse il cameriere. – e non ha senso- disse il padrone. – ma e’ amore- disse Claudia entrando in quel momento con la solita ordinazione da appendere al muro. Mi guardo’ un secondo soltanto, e giurerei di averla vista sorridere. Due anni più tardi abbiamo aperto il nostro ristorante. Le pareti sono piene di biglietti d’amore. Li hanno lasciati le persone che sono passate di lá; la maggior parte, però, sono messaggi di Claudia per me.