Una donna promettente è bello e inquietante

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Premio Oscar come miglior sceneggiatura originale, battendo anche Il processo ai Chicago 7 e quello che è considerato forse il miglior sceneggiatore della Hollywood moderna, Aaron Sorkin. Non ha vinto invece il premio per la miglior attrice (avrebbe potuto essere suo se Frances McDormand non fosse il mito che è) la protagonista Carey Mulligan, che nei suoi film precedenti è stata molto spesso una donna d’altri tempi, e invece qui fa un ruolo che è iper-contemporaneo, è proprio una cosa da 2021. Perché la protagonista di Una donna promettente è una tipa che finge di essere ubriaca, quasi mezza svenuta, nei bar per poi vendicarsi degli uomini che provano ad approfittare della situazione.

Un esperimento sociale estremo

L’idea è davvero molto interessante. È come fosse la drammatizzazione di un esperimento sociale. Un esperimento sociale estremo. La regista esordiente Emerald Fennel, 35 anni, inglese, è peraltro anche lei un’attrice abbastanza famosa (ha recitato in The Crown, la serie sulla monarchia inglese) e qui si è proprio lanciata a livello internazionale.

Quello che appare subito geniale in una donna promettente è il casting, perché sia la protagonista che gli uomini che le girano intorno sono tutti molto piacevoli, hanno l’aspetto di brave ragazze e soprattutto bravi ragazzi. Ecco, il lavoro che fa molto bene il film è raccontarti che le apparenze ingannano, se non sempre quasi sempre. E i bravi ragazzi spesso non sono bravi. Poi certo ci sono altre qualità, ma questa è particolarmente ben riuscita.

Un film che non fa stare bene

Le altre qualità di Una donna promettente stanno nella capacità di mescolare i generi, quindi il thriller centrato sulla vendetta e la commedia amara. E soprattutto nel suo coraggio, perché da qualsiasi parte la si giri, rimane una storia disturbante nella quale le domande sono sempre più delle risposte chiare, e per questo si espone, si esporrà inevitabilmente a critiche anche di tipo – per così dire – politico.

Una donna promettente non è un film che fa sentire bene lo spettatore all’uscita della sala. E non so se si senta peggio lo spettatore o la spettatrice. Però in ogni caso è una provocazione che arriva nel momento giusto. Non è legato direttamente a #metoo o movimenti del genere, però in qualche modo raccoglie lo spirito dei nostri tempi, di quelle discussioni, di quelle notizie.