Uno, dos, Trè

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo
Uno, dos, Trè

La voglia è un po’ sotto le scarpe: non ho per niente voglia di guidare, andare a Milano e tornare a casa tardi. Ma si sa come vanno queste cose, alla fine mi convincono e parto controvoglia per il concerto dei Prima Donna, sicuro che mi sarei bevuto una birretta veloce e sarei scappato a casa il prima possibile.

Ore 22.00 circa: sono al bancone del bar, mi si avvicina un tizio con i capelli verdi…sgrano gli occhi…sono già alla terza birra e non sono tanto sicuro di quello che vedo…no, è vero: ho davanti a me Trè Cool, il batterista dei Green Day.

Viene fuori che i Greenday sono arrivati a Milano 2 giorni prima del loro concerto e che, quella sera, sono venuti a vedere i loro amici Prima Donna in un localino molto piccolo della città…ed io sono là! Dopo pochi minuti scorgo Mike Dirnt e successivamente Billie Joe Armstrong.

Proprio lì, in un posticino nel quale siamo 40 persone a dir tanto. Un posto in cui l’ultima cosa che ti aspetti è vedere le rockstar che hanno segnato la tua adolescenza, coloro che con le loro canzoni ti hanno fatto dire “Voglio imparare a suonare, voglio essere come loro!”

La cosa più assurda? Siamo 40 persone, non c’è ressa, li vedi là davanti a te, che scambiano chiacchiere tranquillamente con tutti i presenti perchè c’è così poca gente che non hanno neanche bisogno di un bodyguard. Ed io non volevo neanche uscire…

E allora corro in macchina a recuperare il nostro album “Fuoco e fiamme”. Mi avvicino a Billie Joe: “Ciao Billie, molto piacere” dico con voce tremolante “Volevo lasciarti un cd…è il cd della mia band, i Finley. E’ in italiano e non capirai una parola, lo userai come sottobicchiere o lo lascerai in qualche albergo, io però te lo lascio, giusto perchè se suono in questa band è anche merito vostro”. Mi ringrazia…mi stringe la mano…foto. UNO!

Stessa cosa con Mike che mi risponde “Vieni nell’altra sala a fare la foto che c’è più luce”

Sono incredulo…DOS!

Torno al bar. “Me ne scolo un’altra così magari mi calmo” penso. Mentre mi avvicino al bancone incrocio Trè Cool. Ho lo sguardo imbambolato, mi fa un cenno di saluto con la mano: lo fermo. Stessa scena di prima, stessa chiacchiera, chiedo una foto…TRE’

Sono ancora sbalordito e attonito…torno sotto al piccolo palco per godermi i Prima Donna, anche se, come immaginerete, a questo punto non me ne frega niente. Passa una mezz’ora e i Greenday decidono di salire sul palco: un palco con quattro strumenti cadenti, 2 metri per 2. Un palchetto al quale qualunque musicista del loro livello si rifiuterebbe di avvicinarsi! E invece no, loro salgono a sorpresa! Ci sono 40 persone. Suonano davanti a 40 persone sputando sangue come fossero davanti ad un intero stadio, ma con una spensieratezza da sala prove. Chiedono che brani vogliamo sentire e li eseguono. Suonano per un’ora.

Finito lo show mi riavvicino “La mia band conduce un programma radiofonico ogni domenica…vi andrebbe di venire per un’ospitata?”. Volete sapere com’è finita? Domenica 09 giugno sintonizzatevi su radio Kiss Kiss dalle 13.00 alle 15.00. Il nostro programma si chiama Kiss Kiss my ass. Indovinate un po’ chi saranno gli ospiti d’onore…

Questo era il racconto di una serata qualunque che si è trasformata in una notte magica. Una di quelle serate che se ti va di culo ti capitano una volta sola nella vita. Un private show di quelli che quando sei vecchio e lo racconti ai tuoi nipoti puoi dire: “Io ero là, eravamo in 40”. Non volevo andare, non ne sapevo niente, non me lo aspettavo minimamente. E’ stata come una serata tra amici…è stato…non lo so, qualunque cosa sia stato…Io ero là, eravamo in 40! Grazie Billie Joe, grazie Mike Dirnt, grazie Trè Cool.