Vale & the Varlet Believer

di L'Alligatore

Recensioni
Vale & the Varlet – Believer

Gran bella copertina, sembra il manifesto di un B-movie, credo piacerebbe un sacco anche a Quentin Tarantino… Chissà se al regista piacerebbe pure la musica di Vale & the Varlet, duo al femminile autarchico e anarchico? Credo di sì, per la produzione indipendente, la caparbietà nel creare suoni e suggestioni uniche; per le storie surreali di amore, morte, pazzia che narrano.
Undici pezzi dove il pop si mescola e destruttura grazie a tastiere giocattolo, violini, theremin (!) e molto altro.

Apertura giocattolosa e acida con “I Forgot The Belgium” (c’è pure un richiamo al “Bolero” di Ravel), seguita da una più dolente “Oh Love Me” dal piano melanconico e da una scatenata psichedelica alternative-rock come “Sunday Morning”, con una gran voce e il violino pizzicato come fosse un ukulele. Siamo solo a tre pezzi di “Believer” … il resto è un susseguirsi di citazioni/invenzioni, psichedelia, folk, spiritual, momenti spensierati, altri paranoici thomyorke – style. E poi, gran voce, gran voce …

Believer” è il primo disco di Vale & the Varlet, uscito dopo un paio di anni di registrazioni casalinghe, concertini in piccoli spazi bui, esperimenti e sbattimenti. Questo è il vero underground, garantisce l’Alligatore. Diffidate delle imitazioni.