Cari gamer, diventiamo migliori?

di Michele R. Serra

Attualità - News
Cari gamer, diventiamo migliori?

Siamo in un momento storico positivo, per i gamer. Tipo che giocare è diventato un lavoro accettato dalla società, qualcosa di cui non bisogna vergognarsi. O forse sì? Ci sono in effetti ancora alcuni punti su cui noi gamer dovremmo lavorare, cose che bisognerebbe cambiare nella nostra testa prima di tutto. Magari le sapete già, ma ho deciso di metterle in fila lo stesso.

 

1) Smettiamo di essere così nerd delle cose tecniche

Dovremo ripetere, tutti quanti, questo mantra: chi se ne frega del framerate. Chi se ne frega del 4K. Dateci belle storie, personaggi credibili, emozioni. Quando è uscito Star Wars: L’attacco dei cloni aveva dentro più effetti speciali digitali di qualsiasi altro film, ma è rimasto un film brutto lo stesso. Ecco, adesso mi sono tirato addosso altre antipatie, ma insomma avete capito il discorso no? Finché ci sarà in giro gente che continua a chiedere giochi con risoluzione a 3.200 pixel invece che giochi che ti diano un motivo serio per giocare, non ne usciremo mai. So che è un discorso da vecchi, ma è così.

 

2) Cerchiamo di migliorare l’ambiente in cui giochiamo

Non dovremmo pensare che chiunque si trovi dall’altra parte abbia piacere di giocare con lo stesso livello di trolling e volgarità che piace a noi e ai nostri amici. Cioè non è che se per caso dimentichiamo di escludere le nostre cuffiette quando giochiamo a un qualsiasi sparatutto online dobbiamo essere ricoperti di insulti nel momento stesso in cui cominciamo a giocare. Questa lo so, è dura, ma dobbiamo provare a educarci in questo senso. Proviamo. Qualche parolaccia la possiamo dire comunque, eh.

 

3) Dedicata ai ragazzi: trattiamo meglio le tipe

Questa è la più importante di tutte. Ragazzi, dobbiamo cercare di metterci in testa che più della metà della popolazione che gioca sono tipe. Però. Se il 70% di queste ragazze sceglie avatar o nickname maschili pur di non essere insultate entro i primi 5 minuti di gioco, o pur di non subire qualche forma di proposta… beh, sarà il caso di migliorarci. Serve anche a noi. Cioè, il punto è che, se lo stereotipo di gamer prima era  “ragazzo che non ha mai baciato nessuno e che se ne sta chiuso in casa ad aspettare che arrivi la consegna della pizza”, oggi invece lo stereotipo potrebbe diventare “insopportabile che ti insulta prima ancora di iniziare a parlare”. Non mi sembra un grande miglioramento, ecco.