Voglia

di Michele Mozzati

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L’editoriale dei direttori Smemo
foto di Andrea Piacquadio

Voglia di essere stupidi. Anche molto stupidi. Voglia di parlare di ieri quando hai perso al  fantacalcio ma solo perché quell’altro ha avuto troppo culo.

Voglia di parlare di quel reggiseno senza ferretto pacco da due che c’era ieri da Zara 19.99 e adesso con la zona rossa non ci puoi andare. Voglia di uscire. Voglia di poter uscire e non potere. Voglia di leggere tanto e poi finire col leggere poco. Voglia di leggere pochino e poi finire col leggere niente. O gnente, che è peggio di niente perché gnente è più ignorante ma poi in fondo dà meglio l’idea.

Voglia di rifare il letto e non rifarlo tanto chi lo vede. Voglia di girare a piedi nudi ché le lenzuola soprattutto le lava tua madre. Voglia di girare in mutande. Voglia di girare senza mutande non ci fosse nessuno in casa, ma son tutti lì.

Voglia di fare la pizza che poi cosa ci vuole la compri surgelata e la butti in forno. Voglia di mangiare la pizza e invece farla volare carbonizzata dritta nell’umido senza neanche passare dal Vadavia. Voglia di stare al computer a chattare con gli amici per scelta e non per obbligo.

Voglia di andare a scuola. Ma porca vacca avrei mai pensato che saremmo arrivati al punto in cui mi incazzo perché non vado a scuola e non il contrario? Prof di mate dammi il piacere totale di interrogarmi alla lavagna, fatti odiare da vicino come ho sempre fatto quando non mi veniva algebra. Sai che da casa ti fotto quando voglio, ci ho mio fratello di ingegneria che mi passa da sotto al tavolo le soluzioni. Ti fotto, Prof di mate,  ma non mi diverto perché la sfida è impari e vinco sempre io.

Voglia di uscire con la Madda e andare nel baretto a berci tra noi ragazze un moscow o con la Peppa, che non è ancora riuscita a farmi vedere i jeans nuovi quelli che le fanno il culo a Tikibombòm che pare la canzone di Levante. Voglia di una partita di calcetto, cazzo. Non mi ricordo neanche più come si fa. E di andare in piscina. E di andare al mare. E di andare in giro con la moto la bici a piedi come minchia vi pare ma fateci uscire. 

Fateci in fretta ‘sto vaccino. Fatecelo. Voglia di abbracciare gli alberi. Di abbracciare le persone. Voglia di baci, di limoni. E di tutti gli altri frutti. Voglia di tutto quello che si può fare quando si è liberi. 

Guardarsi i nasi (ma dove sono finiti?) – baciarsi – baciarsi con la lingua – baciarsi tutti – pomiciare –  abbracciarsi – abbracciarsi con la lingua – abbracciarsi tutti – correre – viaggiare – viaggiare con la lingua (vorrete conoscere un po’ di inglese, no?) – andare al cinema – al ristorante – al pub – a teatro – in  chiesa – in piazza – a remengo – cioè a cagare – o a cacare dipende dove si va – allo stadio – a scuola – a vivere a vivere a vivere… Oh, lo dice Levante, mica io: “Siamo il vento e non la bandiera. Siamo noi. Tikibombòm.”