Recensioni
Wanted

I russi conquistano Hollywood, e non si tratta di scenari da guerra fredda. L’impresa è riuscita a un esercito di un sol uomo, di nome Timur Bekmambetov: nato nella sperduta provincia kazakha, non aveva neanche trent’anni alla caduta del muro; qualche anno dopo quella data storica ha iniziato a fare cinema… e finalmente, nel 2004, il mondo si è accorto di lui. Sono stati Night Watch e Day Watch – in italiano, I guardiani della notte e I guardiani del giorno, distribuiti poco e male – a dargli fama: due fanta-action visionari e cinetici ispirati al Signore degli anelli, girati con ritmo serrato (da videoclip, ha scritto qualche giornalista evidentemente nostalgico degli anni Ottanta) e abbondanza di virtuosismi formali. Peccato che a un tale spettacolo visivo corrispondessero trame a dir poco esili e passaggi spesso poco chiari, che minavano il risultato finale.

Oggi Bekmambetov sbarca in un grande studios americano, e forte del mega-budget fornitogli dalla Universal, mette insieme il miglior film d’azione visto in questo primo scorcio d’estate. In questo Wanted tutti gli elementi spingono nella direzione giusta: lo stile del cinema di Bekmambetov è perfetto per creare un baraccone fumettoso sostenuto dal giusto mix di fantasia visionaria ed effetti speciali. Non è casuale l’aggettivo “fumettoso”, perché la pellicola è – liberamente, ma non troppo – tratta dal successo a strisce firmato da Mark Millar per la Top Cow, casa editrice americana fondata negli anni Novanta dal transfugo Marvel Marc Silvestri: oggi è specializzata in fumetti di genere dark-fantasy, e raramente presenta ai lettori figura di supereroi più tradizionali. Rispetto all’originale a fumetti, Wanted è meno oscuro e raffinato, ma funziona perfettamente, mostrandosi perfetto per soddisfare sia i fan della prima ora che il grande pubblico. Soprattutto, Bekmambetov riesce nell’impresa di sorprendere il pubblico con diverse scene dal notevole Fattore Wow (Marracash docet): al giorno d’oggi, non è poco.

Ovviamente, non si può chiudere senza citare il cast molto ben assortito, in cui brillano le stelle di Morgan Freeman – che offre una performance poco sopra la media, ma tutt’altro che mediocre – e Angelina Jolie. Lei forse aspira a grandi ruoli drammatici (la vedremo in autunno nel nuovo film firmato Clint Eastwood), ma funziona sempre meglio come eroina superumana; in questo caso, poi, si dimostra un’attrice davvero flessibile… Menzione d’onore anche per il meno conosciuto protagonista, James McAvoy, semplicemente perfetto per la parte.