Warcraft: L’inizio

di Michele R. Serra

Recensioni
Warcraft: L’inizio

Davvero difficile scrivere una recensione di Warcraft: L’inizio.

Forse non si dovrebbe giudicare con il metro di qualsiasi altro baraccone hollywoodiano fantasy, pieno di effetti speciali, orchi, spadoni, nani, maghi eccetera. Questo è il film tratto da uno dei videogame di maggior successo degli ultimi vent’anni. Però Warcraft, e ancora di più il suo figlio online World of Warcraft, è un prodotto difficilmente filmabile. Nel senso che – più che un racconto forte – c’è una cornice, dentro la quale ambientare avventure da videogioco che funzionano come singoli eventi, ma difficilmente riescono a fondersi in una sequenza narrativa credibile. Il mondo di Warcraft non è l’universo Marvel. Non solo perché ci sono gli orchi al posto dell’Uomo Ragno.
Il bello di un gioco di ruolo online di massa è proprio che ogni utente vive la sua storia: situazione perfetta per un videogame, meno per un film. Quindi.

Warcraft: L’inizio dovrebbe essere giudicato come contorno di un piatto forte rappresentato dall’esperienza del videogame? Forse. Ma quando sei al cinema l’esperienza del videogame non puoi averla, per forza di cose. E quindi? Quindi giudichiamo questo come un qualsiasi altro mega-film fantasy holywoodiano. E qui iniziano i problemi.

Warcraft: L’inizio è diretto da Duncan Jones, già regista di film fantascientifici molto diversi tra loro, ma molto riusciti, come Moon e Source Code. Lui tra l’altro è anche il figlio di David Bowie, e ha diretto questo film in mezzo a una serie di situazioni familiari molto tristi: la malattia della moglie prima, la morte del padre poi. Ecco, nonostante questi eventi, il film riflette comunque un notevole amore nei confronti dell’universo di Azeroth. Quando Duncan Jones dice di esserne un fan, bè c’è da credergli: si capisce dal modo in cui ha tentato di ricostruire quel mondo, con precisione e affetto. Però allo stesso tempo non sembra essere riuscito a infondere vera vita a quei personaggi.

Forse il problema fondamentale di Warcraft: L’inizio rispetto a qualsiasi mega-epica fantasy – dal Signore degli anelli in giù – è proprio il materiale di partenza, che da un lato è troppo, dall’altro troppo poco. Troppo dal punto di vista della costruzione del mondo, troppo poco dal punto di vista del peso narrativo ed emozionale che quel mondo porta con sè. Così ci godiamo enormi battaglie in computer grafica, ma sapere chi vincerà o perderà alla fine ci interessa abbastanza poco. Se un orco può fare paura, l’indifferenza del pubblico spaventa un bel po’ di più.