What would I say: l’app che genera nostri status #droga

di Colette Depero

Storie di Smemo
What would I say: l’app che genera nostri status #droga

È un esperimento DADA, un generatore automatico di letteratura meglio dell’OuLiPo, una robotizzazione borgesiana dei nostri status. Una ripetizione e variazione. Una droga altro che candy crash saga, altro che scrubble, altro che. È una cosa che quando clicchi su “genera status” io provo lo stesso piacere che provo quando gioco a flipper e salvo la pallina dalla fossa. Oh, insomma. È una figata.  È What would I say, una app ideata da student dell’università di Princeton, che accede ai nostril status del passato, li mixa (da ora scrivo “mitza”come se fossi romagnola) e ne produce di nuovi: a volte hanno senso, a volte non hanno senso ma sono grammaticamente corretti. A volte hanno senso, anche se un senso in tutto questo non c’è, non c’è…

Se non l’avete ancora provato: http://what-would-i-say.com

Le dieci verità sul What Would I Say e i viaggi che mi sono fatta (è un elenco per intellettuali)

1) È un esperimento DADA: nel senso che sembrano le parole in libertà. Tristan Tzara e i suoi facevano così: staccavano le pagine dei dizionario e mitzavano tra loro le voci.

2) Letteratura meglio dell’OuLiPo. Di mezzo c’era anche Calvino, Queneau. Significa Officina di letteratura potenziale. Ora, secondo le mie teorie, la bacheca di Facebook è, a livello potenziale, un’opera letteraria di autofinzione. Una volta ci ho scritto un saggio su questa roba, per l’uni. Se ci sono degli status generati automaticamente viene ancora più finta ma ancora più vera. Meglio questo che #masterpiece, forse, dato che De Carlo dice “nel romanzo voglio vita vera”. No, no, no. Io nel romanzo voglio una finzione autentica, tutto questo solo il BOT me lo può dare.

3) Robotizzazione Borgesiana. Borges dice che i libri sono stati tutti già scritti. E se facessimo anche noi così: se prendessimo mille classici, li mitzassimo insieme. Chissà che ne viene, chissà che ne viene fuori. Dio se solo avessi tempo …. Aspetta: ma io ho tempo.

4) È una droga: durante il giorno anche voi ve le fate le pause di 10 minuti, no? Ecco, io ho cominciato a produrre status. Mi fanno ridere, li trovo comici, ma questo credo sia una cosa personale. Mi hanno già denunciato, mi hanno detto smettila ecc.

5) La verità, vi prego, sul nostro ego. Dicono sia un’operazione estremamente narcisistica. Un atto estremo di #selfie. Fatto con le parole. Ma a me piace, e ne voglio di più. E a me piacciono pure le #selfie. Anzi, sapete che vi dico? Che la riproduzioni casuale di status è l’unica vera forma di provocazione nei confronti di post ecc. Franzen ci deve pensare. Mo’ gli scrivo: a Franze’, prendi tutti i tuoi libri, mitzali e fanne venire fuori mille tweet.

da fanpage fb SE I QUADRI POTESSERO PARLARE

6) L’eterno ricordo. Beh. Vedete, ci ho pensato. Purtroppo è un robot che vuole generare futuro, o meglio, presente, basandosi sul nostro passato. Ma il presente non può essere automatizzato. Oppure finiremo per essere sempre noi stessi. Oppure finiremo per non avere più un tempo lineare. Oppure finiremo come i trafalmadoriani di Mattatoio n. 5. Pensiamoci.

7) C’è lo stesso esperimento però per il Twitter del Papa. Si chiama @pontifex.

8) La verità, vi prego, sui cazzi nostri (i dati). Un’altra profonda verità è che i fatti nostri vengono presi da un’applicazione terza. Vero: ma ricordate che questo accade anche se siete iscritti alle app del corriere, alla app di repubblica ecc. Per non parlare dei videogames: sono app molto spesso ideate da startup di poche persone che poco badano ai problemi di privacy. E in qualche modo si finisce che se si appoggiano ai regolamenti esterni di Facebook e Twitter (per dire) è quasi oro colato: loro sono gigantic molto controllati dalle autorità garanti della privacy. Nella fattispecie quelli di What would I say scrivono che non conservano i nostri dati. E credo sia vero, visto che un database costa e loro sono studenti a Princeton (al momento).

9) Ma parliamo di me. Io faccio colazione con il porridge e un pompelmo e un caffè lungo dolcificato con un dolcificante che si chiama tic. Prima prendo il Limpidex.

10) L’utilità politica: Sarebbe bello prendere tutte le dichiarazioni di B. degli ultimi 20 anni, inserirle in un finto profilo FB, e vedere che ne esce. Non tanto per. Ma perché siccome si parla sempre di quello, magari è questo il caso in cui la generazione automatica di passato genererebbe nuove prospettive.

(Par condicio: Sarebbe bello farlo anche con Renzi: ne vengono fuori status ad cazzum sull’importanza degli asili e della fiorentina). In foto Ren… Berlusconi da giovane.

in foto Re Berlusconi da giovane